Il vino delle Fattorie Romeo del Castello: il sogno di Chiara Vigo.

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Diventare ambasciatrice del vino, della tradizione e della storia dell’Etna. È questo il sogno di Chiara Vigo, giovane imprenditrice a capo dell’azienda vinicola Fattorie Romeo del Castello. Un sogno in parte già divenuto realtà. La sua storia, strettamente intrecciata a quella dei suoi avi, racconta infatti di un successo che anno dopo anno sta raccogliendo sempre più frutti.

Dopo aver trascorso svariato tempo lontano dalla Sicilia, nel 2007 Chiara decide di tornare nella sua terra, per occuparsi dei vigneti di contrada Allegracore, nel cuore di Randazzo. Nonostante, infatti, i suoi studi universitari inizialmente siano stati indirizzati verso la comunicazione, durante il dottorato, Chiara trova una strada che la ricongiunge all’azienda di famiglia. Da qui l’idea di scrivere una tesi di dottorato sulle etichette del vino prodotte dagli artisti. Una scelta che l’ha portata fino in Francia, dove ha approfondito gli studi e le conoscenze sul mondo delle etichette delle bottiglie. Un lavoro, divenuto un libro “Arte e vino. L’etichetta d’autore come immagine del gusto”. Da quel momento, munita di tanta voglia di mettersi in gioco, e con l’obiettivo di dare nuova linfa ai terreni di famiglia, intraprende una sfida importante: produrre vino ed esportarlo all’estero.

Posizionato vicino a ben tre diversi parchi naturali, quello dell’Etna, dei Nebrodi e quello Fluviale dell’Alcantara, il terreno da cui prende origine il vino Vigo gode di una straordinaria varietà di elementi che rendono ogni annata unica ed inimitabile. Visitando l’antico casale del 1700, si riscopre tutto il sapore dei tempi più antichi. Oltre alla casa padronale, che grazie al lavoro di Chiara è rimasta praticamente intatta negli anni, all’interno della tenuta è possibile ammirare sia le case coloniche – dove un tempo dimoravano i contadini (oggi alloggi per chi desidera soggiornare nella tenuta e riscoprire la vita di campagna) – sia le cantine in cui si trovano ancora le antiche botti di castagno in cui veniva conservato il vino. Inoltre, come era uso nelle antiche abitazioni rurali, è presente anche una piccola Chiesa, in parte ristrutturata a causa del cedimento del tetto, ma non per questo snaturata rispetto ai secoli scorsi.

Oggi, all’interno di questa tenuta in cui il tempo sembra davvero essersi fermato, insieme alla madre e al fidanzato, Chiara ha centrato in pieno il suo obiettivo. Il vino Vigo, infatti, viene distribuito in diversi paesi del mondo, servito nei migliori ristoranti. Dagli Stati Uniti, al Canada, fino al Giappone e all’Australia, il vino delle Fattorie Romeo del Castello, viene apprezzato e stimato al punto che molti turisti stranieri arrivano in azienda per conoscere da vicino la realtà in cui viene prodotto questo nettare degli dei.

etna-vino-chiara-vigo-0472“Dentro una bottiglia del nostro vino c’è la lava, – dice Chiara- ed è questo che ama chi lo beve”. Oltre 30 ettari di terreno, in cui sono presenti un vigneto, un pereto, un oliveto e un bosco di querce e castagni. Le coltivazioni ed in particolare il vigneto con le sue uve di Nerello Mascalese e Nerello Cappuccio godono di un terreno lavico ricco di elementi che conferiscono sapore e corpo.
La pietra lavica d’altronde costeggia parte dei vigneti. Nel 1981 un’eruzione vulcanica ha distrutto parte dei terreni. Di questo episodio oggi è possibile ammirare una straordinaria insenatura naturale, una sorta di grotta creata dal magma che si è miracolosamente bloccato davanti al resto delle coltivazioni.

A differenza dei nuovi paesi produttori, quali l’America o l’Australia, ciò che quindi contraddistingue il prodotto locale è proprio la tradizione, la storia, il terreno. Tutto questo è frutto naturalmente di un duro lavoro. Gran parte del tempo viene impiegato per la produzione e l’attività nei campi, di cui Chiara si occupa personalmente insieme ad alcuni dipendenti stagionali. Passata la fase di produzione, bisogna poi occuparsi della commercializzazione e quindi dell’esportazione. Nonostante il casale possieda un palmento, il vino viene prodotto in cantine esterne alla tenuta. Le norme comunitarie infatti, non consentono l’utilizzo dei vecchi palmenti, perché non rispettano i principi di igiene e sicurezza.

etna-vino-chiara-vigo-0477Oggi dalle Fattorie Romeo del Castello vengono esportate circa 12 mila bottiglie all’anno, ognuna delle quali racchiude in sé i sapori tipici della terra in cui viene coltivato. È questa la chiave di volta che Chiara vuole seguire per intraprendere un percorso di promozione del territorio e della tradizione vinicola dell’Etna. Un progetto che va oltre la produzione del vino. “Vorrei trasformare il vecchio palmento – spiega Chiara- in un vero e proprio museo che ne preservi la memoria e racconti, direttamente dagli oggetti e attrezzi di un tempo, la storia della vite, del vino e delle etichette”.

E proprio le etichette, come detto, rappresentano per Chiara, l’origine della sua storia. Ridando vita ad alcuni elementi grafici delle antiche etichette utilizzate dal nonno Consalvo Romeo del Castello, nel 2007 Chiara ha promosso un progetto con l’artista genovese Luca Vitone per la realizzazione di immagini diverse per ogni annata.
Le etichette del vino Vigo raffigurano dettagli di cartografie inerenti il territorio dell’azienda, invece le etichette del vino Allegracore riportano dettagli delle carte da parati delle diverse stanze della casa padronale.
“Le etichette – conclude Chiara – sono molto importanti perché, così come ho scritto nella mia tesi, legano la casa vinicola e il degustatore. Ma soprattutto rappresentano la qualità del vino, lo interpretano, rendendolo immagine visiva”.

 

 

Author: Redazione

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