Tabarè di Giovanna Brogna Sonnino: frammenti alla deriva in 16 immagini.

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giovanna-brogana-sonnino-tabaré-notoGiovanna sa far bene tante cose, me ne sono resa conto ultimamente. Lei e io ci conosciamo da decenni, abbiamo lavorato insieme in televisione alla fine del secolo scorso… Che avesse talento come regista e come fotografa l’avevo già capito allora perché – ufficialmente – Giovanna s’identifica da sempre in queste due professioni.
Poi, qualche mese fa, ha pubblicato con Giuseppe Maimone Editore il suo primo romanzo: Chiarmastramma.
Devo ammettere che sono rimasta stupefatta perché le è riuscito proprio bene. E parliamo di un romanzo (non di vassoietti, mi verrebbe da aggiungere): una delle imprese espressive più ardimentose che un artista possa affrontare.

Giovanna annota, cataloga, documenta. Tabarè è una parola siciliana che significa vassoio ed è anche il titolo della mostra che siamo venuti ad ammirare qui a Noto.
Questi vassoi contengono oggetti o scarti di nessun valore ma sono importanti proprio perché ci raccontano un modus operandi. Le cose che fa Giovanna sono vasi comunicanti: i vassoietti sono un’installazione, una performance, sono fotografie ma sono anche idee. 
Idee sul mondo, certo. Ma soprattutto idee su Giovanna stessa. Perché un’altra peculiarità dell’artista Giovanna Brogna/Sonnino è il coraggio di esporsi, di rivelare il suo lato più intimo e anche qualche sua debolezza. 
giovanna-brogana-sonnino-tabaré-notoNel film documentario Riprendimi Giovanna costringe un camionista a fermare il suo TIR durante una lunga traversata della Sicilia perché deve necessariamente raccogliere pezzi per un vassoietto. 
Quest’uomo le piace, Giovanna sa che non c’è niente di più lontano di un vassoietto dall’universo del camionista. Eppure lo provoca, vuole scuoterlo, fargli capire che esiste.

Tutto il lavoro di Giovanna è intriso di sicilianità, il suo sguardo profondo e inquieto mi ricorda proprio la complessità della Sicilia. E’ un amore critico questo per la sua terra, com’è giusto che sia. Talvolta è un amore disperato, sentimento condiviso dalla maggior parte dei siciliani, devo dire.
E se, invece, una speranza ci fosse? Io ritengo di averla percepita durante l’allestimento di questa mostra: poche persone appassionate (un altro artista: Sergio Fiorentino, il direttore della Galleria Ex Collegio Dei Gesuiti Vincenzo Medica e Rosario Balistreri) hanno collaborato a Tabarè armati di solo entusiasmo. La speranza è che la loro ingegnosa energia si propaghi come un virus…
Ma trattandosi di riflessioni sulla mia complicata amica Giovanna non me la sento di chiudere con un semplice lieto fine. Preferisco citare Marvin Gaye che cantava: “The world is just a great big onion”. 
Un po’ come dire che il mondo è solo un enorme vassoietto.

Angelica Grizi
Noto, 15 Luglio 2012

 

Chi vuole contattare l’artista per conoscere maggiori dettagli sulle opere può farlo attraverso il suo profilo Facebook.

LOCANDINA-GIOVANNA-BROGNA

 

Tabarè frammenti alla deriva in 16 immagini
di Giovanna Brogna Sonnino

Ex Collegio dei Gesuiti
Corso Vittorio Emanuele 91 – Noto
dal 15 luglio al 5 agosto 2012
ore 17 / 22 – ingresso libero 

 

Leggi anche “Metti una sera a cena con Giovanna Brogna Sonnino” 

 

 

 

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Author: Redazione

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