Paesi di Sicilia: Sambuca di Sicilia (Agrigento)

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È un comune di 6.200 abitanti della provincia di Agrigento e dista 100 km dalla ”Valle dei Templi”.
Situato nella Valle del Belice ed il suo territorio è di notevole bellezza dal punto di vista storico, architettonico, paesaggistico, culturale. Il paese è adagiato su una collina a 350 Mt. s.l.m. è circondato da boschi, colline e montagne tra le quali svettano le cime della Riserva Naturale di Monte Genuardo (1180 Mt) e Monte Adranone (890 Mt) con i suoi scavi archeologici di origine punica.

Storia

Le origini di Sambuca risalgono allo sbarco degli Arabi in Sicilia nell’827 e all’arrivo dell’Emiro Al Zabut, il quale edifica il castello Zabut. L’area fu abitata da Elimi e Sicani. Questi edificarono una città nell’altopiano di Adranon già nel IV sec. a.C. del quale rimane un sito archeologico e numerosi reperti di notevole valore (custoditi in parte nell’Antiquarium locale ed in parte al Museo Archeologico di Agrigento).
Nel 1800, al nome Sambuca venne aggiunto “Zabut” in onore del suo millenario fondatore. In questo periodo a Sambuca si forma un gruppo di intellettuali, tra cui Emanuele Navarro della Miraglia.
Il salotto politico-letterario (riprodotto con statue di cera) di questo piccolo paese, darà origini a discussioni sull’arte e sulla letteratura: dal carteggio tra Emanuele Navarro e Luigi Capuana, sembra che qui sia nato il verismo. A testimonianza della fervente e vivace borghesia del tempo rimane il Teatro comunale: gioiello ottocentesco in stile Liberty, attivo e funzionante, fatto costruire da un gruppo di borghesi locali amanti dell’arte e della cultura. La intensa attività culturale, che trova radici nell’Ottocento, è proseguita anche nel Novecento con la pubblicazione, tutt’oggi, da parte di alcuni letterati locali, di un mensile: “La Voce di Sambuca”. In epoca fascista, il nome Sambuca-Zabut fu cambiato in quello attuale di Sambuca di Sicilia.

 


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Monumenti e luoghi d’interesse

Tanti stili e tante epoche si sono intrecciate di cui Sambuca ne conserva i segni.
Palazzi dell’Ottocento e facciate barocche si mescolano ad un centro storico di origine araba le cui espressioni più vive sono i Vicoli Saraceni detti ”sette vaneddi”- sette viuzze, brevi, strette, con basse abitazioni ch’erano destinate ai soldati per conciliare esigenze familiari e difensiva militare.
Poi, la chiesa della Matrice (ex castello Zabut) e il Terrazzo Belvedere (da cui si scorge un panorama mozzafiato).
Importanti anche il seicentesco palazzo Panitteri (museo e sede del Salotto letterario), l’ex Monastero di S.Caterina (sede dell’Antiquarium), il Museo etno-antropologico (dove sono conservati antichi attrezzi utilizzati dai contadini nonché tutti gli attrezzi necessari alla realizzazione del ciclo del pane e del formaggio); il palazzo dell’Arpa (sede del Municipio), il Teatro Comunale, il palazzo Ciaccio, la chiesa del Carmine e tante altre chiese (San Giuseppe, San Michele, San Calogero, San Giorgio, Santa Caterina, Santa Lucia, San Giovanni, del Collegio, della Concezione, di Gesù e Maria, del Rosario, del Purgatorio, del Fanciullo, dei Vassalli, del Serrone, della Bambina), di cui alcune chiuse al culto.

Da non perdere la visita alla Pinacoteca Gianbecchina, la Stanza di Fra Felice (maestro della cultura figurativa religiosa del 700) e la mostra delle gigantesche e uniche sculture tessili di Sylvie Clavel.

Fuori dal centro storico, l’antico acquedotto in stile romano, il Convento dei Cappuccini, le antiche torri di Pandolfina e Cellaro e il fortino di Mazzallakkar, ubicato sulle sponde del Lago Arancio, dal quale emergono le torri nei mesi estivi quando si abbassa il livello dell’acqua, utilizzata per irrigare i campi.

Le feste religiose

La terza domenica di Maggio la festa per eccellenza che coinvolge tutti, grandi e piccoli.
Dal 1575 si festeggia Maria Santissima dell’Udienza, Patrona di Sambuca di Sicilia, con una processione, il cui simulacro portato a spalla da circa cento confrati, attraversa le principali vie del centro storico per tutta la notte, con sparo di festosi giochi pirotecnici ad ogni sosta che effettua nei quartieri. Particolarmente emozionante è l’uscita della Madonna dal Santuario, tra preghiere, invocazioni, lacrime e applausi dei fedeli. I festeggiamenti, che iniziano il secondo sabato del mese, durano otto giorni e alternano momenti di “sacro e profano”. Caratteristiche e uniche, della festa, sono le luminarie ”alla Veneziana”.

Il 19 Marzo la festa di San Giuseppe con la processione e il tradizionale “Altare del Pane” e dei dolci. Il 23 Aprile la festa di San Giorgio, Patrono di Sambuca, con il fercolo ligneo di San Giorgio che trafigge il drago, portato in processione per le vie del nuovo centro, costruito nel post-terremoto. La festa si conclude con la tipica “zabbinata” (ricotta calda, preparata dai pastori locali con i tradizionali focolari a legna).

Il Venerdì di Pasqua si tiene la processione del Cristo Morto seguito dalla statua di Maria Addolorata; la Domenica di Pasqua, a mezzogiorno, nella piazza principale del paese si celebra l’incontro di Cristo Risorto con la Madonna. Altre processioni e feste si svolgono nel corso dell’anno nei quartieri e nelle contrade della cittadina.

Produzioni DOC – DOP

Il vino, il Sambuca di Sicilia-DOC, è la principale risorsa dell’economia locale. È prodotto in numerose cantine (Cellaro, Planeta, Feudo Arancio, Monte Olimpo, Domina Miccina, Tenute dell’Emiro, Lamanno, Di Prima, Di Giovanna etc.) esportato in tutta Italia, in Europa, in alcune zone d’oltreoceano e in Asia.

Importante è la produzione di olio con l’Oliva Nocellara del Belice-DOP. Vi sono, inoltre, numerosi allevamenti di ovini che contribuiscono alla produzione di prodotti caseari, tra i quali la Vastedda della Valle del Belice-DOP.

Molto nota è la zona di Sambuca per la produzione naturale e da allevamento di “babbaluci” (lumache) di cui si svolge “la sagra”. 

 

Author: Redazione

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