Sagra del pistacchio di Bronte 2012
Set27

Sagra del pistacchio di Bronte 2012

Visite: 7181Da giovedì 27 a domenica 30 settembre 2012 e da venerdì 5 a domenica 7 ottobre 2012 a Bronte (CT) si rinnova l’appuntamento con l’attesa Sagra del Pistacchio, un’occasione unica per degustare le fantasiose ed originali creazioni degli chefs e pasticcieri brontesi, maestri nella difficile arte della lavorazione del pistacchio. Al via dunque la XXIII edizione della Sagra del Pistacchio di Bronte, tradizionale manifestazione dedicata al pistacchio, l’Oro Verde della cittadina etnea. Un evento gastronomico da non perdere: durante la manifestazione vengono infatti allestiti degli stand gastronomici in cui è possibile assaggiare i frutti al naturale, insieme a una grande varietà di prodotti derivati. Delle vere e proprie squisitezze, a cui è difficile resistere: dai pasticcini ai torroni alle mousse, dai gelati alle granite, dalle fillette (delle specie di savoiardi) alla “nutella verde” che qui si sono inventati con successo, ma anche primi e secondi piatti, arancini e salsiccia.   PROGRAMMA   23° SAGRA DEL PISTACCHIO DI BRONTE 27 SETTEMBRE – GiovedìOre 18.00 Inaugurazione della SagraSaluti istituzionali Viale CataniaBanda musicale “S. Biagio di Bronte” Corso UmbertoSbandieratori e musici Leoni Reali di Camporotondo Etneo Piazza Castiglione – Corso UmbertoOre 18.00 Apertura standsOre 18.00 Mostra di pittura dal 27 al 30 settembre e dal 5 al 7 ottobre:Martini Vincenzo – Nelu Pascu – Cristina Lefter – Paola Ruggiero Circolo di CulturaOre 18.00 Animazione itinerante Corso UmbertoOre 21.00 Gruppo musicale “Appaloosa Victor’s Contry” Piazza E. Cimbali 28 SETTEMBRE – VenerdìOre 18.00 Apertura standsOre 18.00 Gruppo folkoristico “I Cariddi” Corso UmbertoOre 20.00 I nonni in festa Piazza RosarioOre 22.00 Pistacchio dance Piazza Rosario 29 SETTEMBRE – SabatoOre 10.00 Apertura standsOre 11.00 “Insieme con ………..” Spettacolo di animazione Piazza RosarioOre 11.00 Gruppo folkloristico “I Cariddi” Piazza SpedalieriOre 18.00 Banda musicale “S. Biagio di Bronte” Corso UmbertoOre 18.00 Animazione itinerante Corso UmbertoOre 19.00 “La Fisarmonica di Salvo Mommo” P.zza Cavallotti – P.zza On. SaittaOre 19.00 Gruppo Folkloristico “I Cariddi” Corso UmbertoOre 20.00 Gruppo “Shadow Show” Piazza RosarioOre 21.00 Gruppo musicale “Una razza … una faccia” Piazza Enrico CimbaliOre 22.30 Pistacchio dance Piazza Rosario 30 SETTEMBRE – DomenicaOre 09.00 Estemporanea di pittura a cura della FIDAPA Sezione di Bronte Pinacoteca “Nunzio Sciavarrello”Ore 10.00 Apertura StandsOre 11.00 Banda musicale “S. Biagio di Bronte” Corso UmbertoOre 11.00 “Insieme con ………..” Spettacolo di animazione Piazza SpedalieriOre 11.00 Gruppo folkloristico “ I Tamburi di Buccheri” Corso Umberto- P.zza RosarioOre 18.00 Premiazione Estemporanea di pittura Pinacoteca “Nunzio SciavarrelloOre 18.00 Animazione itinerante Corso UmbertoOre 19.00 “La Fisarmonica di Salvo Mommo” P.zza Cavallotti – P.zza On. SaittaOre 19.00 Gruppo Folkloristico “I Tamburi di Buccheri” Corso Umberto- P.zza Rosario- P.zza SpedalieriOre 20.00 Gruppo musicale “I Giufà” Piazza Enrico Cimbali 5 OTTOBRE – Venerdì“ La scuola scende in piazza”Ore 10.00 Apertura standsOre 10.00 Parata di musicisti, animatori, giocolieri lungo il Corso UmbertoOre 11.00 Saluti del SindacoOre 11.30 Spettacolo di animazione Parco UrbanoOre 12.00 “Sulla bocca di tutti” il gelato al pistacchio offerto a tutti i piccoli ospiti Parco UrbanoOre 12.30 “Insieme con...

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La sughereta di Piano Insito (Santo Pietro, Caltagirone)
Set09

La sughereta di Piano Insito (Santo Pietro, Caltagirone)

Visite: 8153Il bosco di Santo Pietro ricade prevalentemente nel territorio del comune di Caltagirone e solo per una piccola parte in quello di Mazzarrone. L’itinerario che vi suggeriamo si sviluppa all’interno della Sughereta di Piano Insito, la quale si estende, parzialmente, sull’altopiano omonimo e, particolarmente, su un fianco della valle del torrente Ficarazzi. Il Piano Insito si trova all’estremo nord est del Bosco di Santo Pietro. Per raggiungere il punto di partenza di questo sentiero si parte da Caltagirone verso la borgata Santo Pietro, percorrendo la SP 34 e raggiungendo contrada La Grazia. Qui si imbocchi il bivio che porta verso Contrada Renella, dove c’è un ulteriore bivio, sulla destra, che conduce alla cittadina di Granirei. La strada asfaltata fa un’ampia curva, all’apice della quale si attraversa un ponte sul torrente Ficuzza; proprio sul limitare del ponte si deve passare da un varco chiuso da un rudimentale sbarramento ed inoltrarsi a piedi per un comodo sentiero che costeggia il torrente. A sinistra, sui bordi del torrente, si sviluppa una folta vegetazione riparia, mentre a destra, sul fianco della valle, si estende un bosco di Sughera. Il tragitto di andata è di circa 3,5 Km e si percorre in meno di 2 ore. L’ambiente, pur frequentato da boscaioli e pastori, pur soggetto al pascolo intensivo, conserva quell’atmosfera selvatica che doveva essere tipica del Bosco di Santo Pietro. Si cammina fra sughere decorticate ed altre integre, fra lecci annosi e frondosi, e fra Roverelle contorte. Nel sottobosco sono abbondantemente frequenti piante di Pungitopo e di specie lianose, quali lo Smilace, la Clematide e il Tamaro. Si costeggia continuamente il corso d’acqua che, sebbene quasi asciutto durante l’estate, mostra una interessante vegetazione arborea (Salice bianco, Salicone , Pioppo nero, Tamerice africana e qualche esemplare di Pioppo bianco) ed erbacea, arbustiva (ampie fasce di Cardo mariano, di Equiseto, di Carice e di Coltellaccio e un invadente ed inaccessibile intrico di cespugli del Rovo da cui, nella stagione adatta, si possono fare abbondanti scorpacciate di more). L’avifauna è numerosa e varia rispetto alle altre zone della riserva; forse per la presenza dell’acqua o forse perché non disturbata dai mezzi a motore: l’Upupa,  il Merlo, la Ghiandaia, il Colombaccio, lo Scricciolo, il Canapino, l’Occhiocotto, lo Zigolo e la Tortora che qui è intenta a nidificare. Nelle pozze d’acqua è possibile scorgere una interessante fauna acquatica: la Biscia d’acqua, la Rana comune, il coleottero Girinide e le variopinte libellule, Donzellina e Callotterige. Nelle radure assolate grandi acervi di formiche e piante di Masticogna, dai grandi capolini a fior di terra. Tutto il sentiero si svolge in ombra e nel più ovattato silenzio, interrotto solo dai canti...

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Le cascate del fiume Oxena (Militello in Val di Catania).
Set08

Le cascate del fiume Oxena (Militello in Val di Catania).

Visite: 19435Il fiume Oxena è un affluente del Trigona, il quale a sua volta si versa, in parte, nel lago di Lentini e, in parte, nel San Leonardo (fiume che scorre sulla Piana di Catania e sfocia nello Ionio). Nel territorio di Militello Val di Catania l’Oxena forma delle belle cascate, che stranamente sono attive tutto l’anno, anche nei periodi di forte siccità. Il fiume infatti viene alimentato da innumerevoli sorgenti che si aprono proprio sulle sue sponde. La visita a queste cascate è affascinante, specialmente se viene compiuto nelle stagioni calde. Si giunge in un ambiente inusuale, formato da cave verdeggianti e pianori assolati, si percorre il fondo di una di queste cave, sotto una gelleria vegetale che fa da volta e si perlustra controcorrente il fiume che non è mai profondo. Da Catania si imbocca la SS 385 che porta a Scordia e a Militello Val di Catania. Giunti in quest’ultimo centro occorre dirigersi verso il Poggio Mineo (sito in prossimità della Chiesa del Calvario). Da qui parte la strada provinciale per Caltagirone (SP 28/II). Imbocchiamola, azzerando il contachilometri. Dopo circa 2 km, ad un bivio, ci immettiamo nella strada provinciale per Francofonte (SP 47). Quasi subito attraversiamo un ponte sulla ferrovia. Si percorra questa strada asfaltata, evitando tutte le strade e le carrareccie che si aprono ai suoi lati. Dopo 4,5 km dal punto di partenza (Poggio Mineo) la strada si fa stretta; si vada avanti per altri 2 km verso la contrada Via Grande, finché (6,1 km dalla partenza) si apre, in curva, sulla destra, una stradella asfaltata, in salita, situata sotto una casetta che ha alle spalle un traliccio dell’alta tensione. Questa stradella, che dopo un centinaio di metri si tramuta in carrareccia, conduce ad un centro di accoglienza per disabili (“Casa Giovanni Emanuel – Residenza Monsignor Gulizia – Associazione Madonna della Lettera”). Percorrendo il viottolo, costeggiando il bordo della cava del fiume Oxena, che si intravede sul fondo di essa, giungeremo su un piccolo slargo che si apre dinnanzi al cancello d’ingresso del centro di accoglienza. Da questo punto si prosegue a piedi. Accanto al cancello c’è una sterrata che conduce in fondo alla cava; è chiusa da una recinzione mobile, che attraverseremo, avendo poi cura di richiuderla. La stradella è in forte discesa. Non la percorriamo fino in fondo, ma ci fermiamo accanto ad una casetta diruta che si affaccia sulla cava. Da qui parte un piccolo sentiero che incontra un rudere di mulino, varie scalette in pietra e residui di colture (agrumi?). Si giunge sul letto lavico su cui scorre l’Oxena, che appena più avanti fa il salto della cascata. Nelle...

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Le Forre laviche di Adrano
Set07

Le Forre laviche di Adrano

Visite: 9257Le Forre del Simeto sono delle gole che il fiume ha scavato nelle rocce laviche. Quelle di Adrano sono situate in prossimità di uno dei resti di un antico monumento che è chiamato “Ponte dei Saraceni”. Per raggiungere il sito occorre recarsi da Catania nella cittadina di Adrano percorrendo la SS 121. Per entrare ad Adrano ci sono tre ingressi; il primo è perennemente ostruito; si superi il secondo e si imbocchi il terzo; fatto ciò si giri immediatamente a sinistra, imboccando la via San Paolo; in fondo a questa strada si trova un primo cartello turistico che indica: “Ponte dei Saraceni”. Si passa così nel Viale della Regione, confortati da altri cartelli che ci portano nel quartiere Santa Maria delle Salette; qui un nuovo cartello porta la dicitura “SP 122: Ponte dei Saraceni”. Si percorra questa provinciale per circa 3 Km, finché si giunge all’innesto con la SP 94; si svolti a destra e si vada avanti per circa un centinaio di metri; un segnale indicherà di prendere a destra una carrareccia che dopo 1 Km ci condurrà al cospetto del Ponte. È questo un monumento inserito magnificamente bene nel paesaggio, costruito in conci lavici e blocchi arenacei, che resta sospeso su cinque archi: tre a tutto sesto e due acuti. Lasciamo il mezzo e iniziamo a percorrere le sponde del fiume, incominciando da quella sinistra. Continuando lungo la strada sterrata, dopo qualche centinaio di metri, troveremo uno sbarramento artificiale di massi e sul lato sinistro un sentiero che scende verso un uliveto; ai lati della viottola grandi cespugli di Euforbia arborea. Sbuchiamo così sulla golena del fiume, che qui scorre su fianchi aperti; noi ci dirigiamo verso valle, rasentandone le sponde; dopo qualche decina di metri sentiremo un fragore di acque; c’è un cascata e subito dopo il fiume si inabissa fra profonde pareti. Siamo sulle forre. Con molta prudenza ci affacciamo sull’orlo per vedere la corrente che salta e si contorce fra rapide e marmitte (cavità scavate dai vortici dell’acqua). Le gole si estendono per circa 100 m, ma noi, da dove ci troviamo, non le possiamo seguire per intero nel loro sviluppo. Torniamo allora sulla golena, dove troveremo diverse piante glareicole (che vivono sui greti ciotolosi). Domina fra tutte l’Oleando, seguito dalla Ginestra spinosa, dall’Assenzio e dalla Lappola. Inizieremo ora a percorrere la sponda verso monte; ci sono impalpabili sentieri che scorrono parallelamente al fiume; quasi a contatto con l’acqua. Incontreremo vegetazione arborea ripariale costituita da Salice bianco, Salicone, Salice rosso, Tamerice maggiore e Pioppo nero. Scendendo sulla golena troveremo varie specie erbacee: Masticogna , Asfodelo fistoloso e Mandragora. Sui terrazzamenti laterali, Ginestra spinosa,...

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Le Gole dell’Alcantara da Gravà a Mitoggio.
Set06

Le Gole dell’Alcantara da Gravà a Mitoggio.

L’Alcantara, scorrendo sulle lave etnee, ha generato diverse gole: di Larderia, dello Sciambro, di Mitoggio, ecc. Quelle più famose sono situate in contrada Larderia (comune di Motta Camastra, provincia di Messina), e sono dette Gole dell’Alcantara, per antonomasia. L’itinerario inizia da Gravà e si conclude a Mitoggio, con una deviazione all’interno delle Gole classiche.

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A Caltagirone spettacolo di luci e colori in onore di San Giacomo
Ago13

A Caltagirone spettacolo di luci e colori in onore di San Giacomo

A Caltagirone la Scala di Santa Maria del Monte torna ad essere illuminata il 14 e 15 agosto in occasione della solennità di Maria SS. del Ponte.

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