Marranzano World Festival. Anteprima della IV edizione a Catania

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Articolo sulla IV Edizione del Marranzano World Festival dal 24 al 29 aprile 2012

Il marranzano come metafora per tutto ciò che è tipicamente siciliano ma al tempo stesso diffuso in tutto il mondo, per tutto ciò che ha radici antiche, ma si protende verso il futuro
Il Marranzano World Festival nasce nel 2005 e si stabilisce come festival biennale dedicato agli strumenti musicali siciliani in un ottica “glocale”.

L’anteprima della IV edizione del Marranzano World Festival, dedicata ai cordofoni a pizzico in Sicilia e nel Mondo, si terrà a Catania dal 23 al 27 novembre 2011. Documentari, dibattiti, presentazione di libri, mercatini musicali e soprattutto musica, sono gli elementi di questo evento autunnale che introduce i temi generali di questa edizione del festival: la riscoperta e la valorizzazione delle nostre tradizioni artigianali e musicali attraverso il confronto con culture lontane, gli strumenti musicali come ponte sonoro tra locale e globale, tra antiche tradizioni e nuove sperimentazioni.

Un evento multidisciplinare per promuovere l’idea di Sicilia terra di musica, nell’ottica dello scambio generazionale e della cultura della tolleranza e della cooperazione.

 

PROGRAMMA

Mercoledì 23 novembre
La Lomax, Via Fornai 44
h. 21,00: Visual Opening: Presentazione del festival, aperitivo e proiezioni di documentari etno musicali: There’s nothing to think, di Diego Pascal Panarello, Italia 2009-2011, documentario sul marranzano in Sicilia e sugli scacciapensieri nel mondo.
I gatti Persiani, di Bahman Qobadi, Iran 2009, documentario sulla scena musicale a Teheran.

Giovedì 24 novembre
Università di Catania, Ex Monastero dei Benedettini, Aula A7
h. 17,30: Introduzione alla musica persiana d’Iran, tra tradizione e nuove contaminazioni.
Relatori: Prof. Marco Miano e Luca Recupero, con la partecipazione del musicista Karim Alishahi Qomi (Iran), setar e voce

Venerdì 25 novembre
Librerie Cavallotto, Corso Sicilia
h. 17,30: Presentazione del disco “Pelo e contropelo” del Duo da Barba, musica tradizionale siciliana del repertorio da salone, a cura di Giorgio Rizzo.

 

CONCERTI

Venerdì 25 novembre
La Lomax, Via Fornai 44, h. 21,30
Concerto di Carmelo Salemi Trio

Domenica 27 novembre
Zo, centro culture contemporanee, P.le Asia 6, h 21,30

Sicilia incontra il Mondo. Concerto Multietnico e Mercatino Musicale
con
Alishahi Abdolkarim (Iran) Tar, Setar e voce
Vassily Kakos (Grecia) Tzouras, Baglama, Oud e voce
Jalì Diabatè (Senegal), Kora e voce
Duo da barba (Sicilia), chitarra e mandolino
Maurizio Cuzzocrea e Mimmo Morello (Calabria), chitarra battente, lira calabrese etc
Giorgio Maltese, Salvo Tomasello e Lorenzo Leone (Sicilia), marranzano, friscaletto e tamburello.
Simona Di Gregorio (Sicilia), voce e chitarra
Giuseppe Severini (Sicilia) strumenti medievali
Puccio Castrogiovanni e Luca Recupero (Sicilia), corde e marranzani
Ipercussonici (Sicilia), voce e marranzani.

 

OSPITI

 

 

Alishahi-AbdolkarimAlishahi Abdolkarim (Iran), setar, tar e voce
Nato a Teheran nel 1965, inizia da giovane lo studio del Radif, la musica classica persiana, con maestri prestigiosi come Zeidollah Tolui, Hossein Alizadeh, Hoshang Zarif. Dal 1990 inizia a sua volta ad insegnare, partecipando a numerosi concerti e festival in Iran. Accompagna il canto delle son‘ati, le tradizionali melodie tramandate ancora oggi oralmente da maestro ad allievo, con gli strumenti a corde da lui stesso costruiti: il tar e il setar, entrambi appartenenti alla famiglia organologica dei liuti “a manico lungo” le cui corde vengono pizzicate rispettivamente da un plettro e dalle unghie del suonatore. Il suono delicato e le scale modali utilizzate esprimono al meglio la spiritualità profonda del repertorio tradizionale della musica persiana d’Iran, le cui origini risalgono all’epoca pre-islamica.

Vassily-KakosVassily Kakos, (Grecia), tzouras, baglama, oud
Musicista greco, ateniese di nascita ma catanese per adozione sentimentale, profondo conoscitore della storia e della cultura turco-mediorientale. Da diversi anni trapiantato in terra siciliana dove ha instautrato fruttuose collaborazioni con numerosi musicisti locali, tra i quali Giorgio Rizzo e Marco Corbino con i quali ha fondato nel 2007 il trio Aptal che vanta già importanti partecipazioni a festival nazionali e internazionali e collaborazioni in ambito cinematografico. E’ un esperto esecutore sullo tzouras, “strumento-manifesto del genere rebetiko, che in Grecia suona come tango in argentina, fado in portoghese o blues in tutti i paesi del mondo” (C. Celi)

Jalì-DiabatéJalì Diabaté (Senegal), kora e voce
Giovane musicista nato nella regione del Casamance (Senegal) da una famiglia di antica tradizione musicale, eredita un patrimonio tramandato oralmente da almeno otto secoli. Fin da bambino si distingue nella pratica della kora, un peculiare strumento classificabile come arpa-liuto, dotato di 24 corde poste su due ordini paralleli, assorbendone il complesso repertorio dal nonno, dal padre e da altri membri della famiglia. La kora è lo strumento-simbolo dei jalilu, anche noti come griot, musicisti-poeti la cui arte fiorisce almeno a partire dal 1230 alla corte di Sundiata Keita, primo imperatore dell’impero del Mali, con lo scopo di celebrare e tramandare, attraverso il canto, le gesta degli antichi signori ed eroi del Manden e le storie esemplari che sono riferimento etico per l’intera comunità.

Duo da barba (Sicilia), chitarra e mandolino
Il Duo da Barba è un gruppo formato da Turi Pappalardo al mandolino e Torquato Tricomi alla chitarra. Due “hobbisti” per la verità, ma il loro patrimonio musicale è direttamente collegato alle nostre antiche e dimenticate tradizioni: la musica dei saloni da barba. Luoghi che prima di chiamarsi “hair stylist” non erano semplici esercizi dove tagliare i capelli o spuntare la barba ma veri e propri microcosmi di una società che raccoglieva in sé storie, racconti, vecchie leggende e musica.
I barbieri – come è noto – chiudevano (e chiudono tuttora) il lunedì , mentre la domenica rimanevano aperti e ospitavano amici musicisti. I brani che fanno parte della tradizione “da barbiere” non hanno titoli, ma sono di tradizione “orale” ovvero sentiti e poi ripetuti nella tonalità più comoda al musicista.

Simona-Di-GregorioSimona Di Gregorio (Sicilia) – voce e chitarra
Cantante e polistrumentista, studia pianoforte sin da bambina, continua i suoi studi di educazione ritmica e percussioni a Stoccarda, Germania. Rientrata in Sicilia, si dedica al progetto di ricerca e studio della musica popolare, rivolgendo particolare attenzione ai canti appartenenti al mondo contadino dei primi anni del ‘900, e utilizzando tutte le componenti ad esso connesse: il canto, il ballo, gli strumenti, il linguaggio.

Carmelo Salemi Trio con G. Papa e R. Gerbino (Sicilia), friscalettu, clarinetto, marranzanu, voce, chitarra e percussioni
Un concerto alla riscoperta delle radici primordiali. Una performance sonora come produzione di energia, traboccante di misticismo e di mistero. “La costa di GIUDA” è la nuova direzione musicale di Carmelo Salemi, la sua ricerca verso la scoperta di nuovi orizzonti sonori, grazie anche alla collaborazione con musicisti jazz, con cui l’improvvisazione diviene un fatto strutturale. Un terreno sul quale si innestano i voli del magico flauto di canna e tutti i suoni di Carmelo Salemi. L’amore per la propria terra, la ricerca e il recupero di quelle tradizioni che affondano le radici nel mondo della pastorizia sono la fonte da cui recupera un universo di suggestioni, incentrate attorno al “friscalettu”: il tradizionale flauto di canna che ci è stato lasciato dagli antichi pastori greci e che adesso assurge al ruolo di strumento solista. Un sapiente lavoro di perfezionamento, volto ad espandere le possibilità armoniche di questo ancestrale strumento “bucolico”, nell’affascinante tentativo di elevarlo a strumento musicale “accademico”.

giuseppe-severiniGiuseppe Severini (Sicilia), oud, lyrone, ghironda
Giuseppe Severini studia Mandolino classico presso il Conservatorio di Padova, Liuteria “rubando” ai Maestri Raspagni, Scala, D’Agostino, musica medievale seguendo i corsi di Stefano Albarello. Coordina l’attività dell’Ass.Cult. Secoli Bui, dedicata alla ricerca sui suoni della Natura e sulla musica medievale, ricostruisce strumenti musicali a corde del medioevo, si dedica al restauro di strumenti antichi e all’iniziativa didattica. All’interno della Casa della Musica e della Liuteria medievale, con sede a Randazzo raccoglie oltre 60 strumenti musicali, esposti e sonanti, dalla Preistoria al Medioevo.

Maurizio-CuzzocreaMaurizio Cuzzocrea e Mimmo Morello (Calabria) – voce, chitarra battente, lira calabrese, malarruni e doppi flauti
Maurizio Cuzzocrea e Mimmo Morello svolgono da molti anni un lavoro di ricerca sulle diverse forme di espressione legate alla musica di tradizione orale in Calabria. Eseguono repertori strumentali e vocali utilizzando lo strumentario in uso nelle diverse realtà calabresi. Oltre all’attività concertistica svolgono un importante ruolo di animazione del territorio e di promozione culturale sia in Calabria che fuori dai confini calabresi.

Puccio-CastrogiovanniPuccio Castrogiovanni (Sicilia), corde e marranzani
Nato a Catania nel 1962 da una famiglia di artisti e musicisti, comincia fin da piccolo a studiare il piano e a suonare il marranzano e la chitarra in vari gruppi folcloristici di Catania e Acireale. Appassionato di liuteria, possiede una variegata collezione di strumenti di tradizione popolare. E’ uno dei fondatori del gruppo musicale I LAUTARI, con cui da oltre vent’anni svolge un’intensa attività concertistica e discografica, muovendosi nel solco della tradizione e del suo rinnovamento con un progetto che prevede la ricerca e la rielaborazione di canti siciliani, ma anche la composizione di canzoni inedite nel rispetto dei motivi e delle forme tradizionali.

GiorgioMaltese-SalvoTomasello-LorenzoLeoneGiorgio Maltese, Salvo Tomasello e Lorenzo Leone (Sicilia), marranzano, friscaletto e tamburello.
Tre giovani musicisti appassionati di musica siciliana impegnati nella ricerca e riproposta di un repertorio tradizionale. Tutti “under 25” rappresentano la nuova generazione della musica di tradizione in Sicilia, e lasciano ben sperare per il futuro.

 

 

Marco Miano (Catania)
Irano-arabista, docente a contratto di Letteratura Araba presso la Facoltà di Lingue e Letterature Straniere dell’Università di Catania. Attratto in generale dallo studio delle lingue e delle culture del mondo musulmano, si dedica in particolare al ruolo della componente iranica nello sviluppo della civiltà islamica del periodo classico.

Luca Recupero (Catania)
Musicista, ricercatore e tecnico del suono, è l’ideatore ed il direttore artistico del Marranzano World Festival. Ha compiuto studi di etnomusicologia ed organologia a Bologna, Amsterdam e Londra. Nel 2010 ha ricevuto il trofeo InSound nella categoria Strumenti della Tradizione Popolare, per il suo impegno nella riscoperta e attualizzazione degli strumenti tradizionali in Sicilia. Cultore delle musiche di tradizione orale, coniuga lo studio ed il rispetto per gli strumenti e le modalità tradizionali del fare musica con la ricerca di una dimensione interculturale della didattica e della ricerca musicale.

 

FILM IN PROGRAMMA

There’s Nothing to Think (Italia 2009-2011) di Diego Pascal Panarello
Un avvincente documentario sul marranzano in Sicilia e sugli scacciapensieri nel mondo. Lontano dal didascalico linguaggio narrativo dei documentari scientifici, viene descritto dal suo autore come “un film ipnotico che narra di quando il cervello vibra”, coniugando interviste e performances di alcuni tra i più noti ed importanti virtuosi “scacciapensatori” da Sicilia, Svizzera, Inghilterra, Giappone e Siberia, a cui si aggiunge l’importante testimonianza del costruttore Giuseppe Alaimo di Resuttano.
Il film nasce a Catania durante la terza edizione del Marranzano World Festival (2009), evolvendosi successivamente in un lavoro di respiro internazionale e ottenendo il primo posto al festival Documentary in Europe a Torino nel febbraio 2011. La casa di produzione Stefilm decide di coprodurre il progetto e completarlo realizzando riprese anche in Francia, Ungheria e Siberia, per poi proporlo ai palinsesti televisivi di tutta Europa da ottobre 2012. La versione preliminare, premiata a Torino, verrà presentata in anteprima a Catania durante la 4° edizione del Marranzano World Festival.

I gatti persiani (Iran 2009) di Bahman Qobadi
(Titolo originale: Kasi az gorbeha-ye irani khabar nadareh, “Nessuno sa niente de I Gatti Persiani”)
Un film di grande valore morale e artistico, che ha vinto il premio speciale della giuria nella sezione “Un Certain Regard” del Festival di Cannes 2009. Attraverso la storia tormentata di una coppia di giovani musicisti, che rischiano l’arresto per mettere in piedi una rock band, il regista iraniano apre una finestra sul mondo musicale sotterraneo di Teheran, offrendoci uno spaccato estremamente variegato della musica iraniana, passando dall’indie al folk, dal metal alla musica tradizionale, ma anche dalle feste nelle abitazioni private, dove la musica ha ancora un’altra espressione di sé. Scrive Giancarlo Zappoli: “Ci sono film che hanno un valore di denuncia che va al di là della loro qualità artistica. Ci sono film poi che invece conservano un loro stile al di là del messaggio che intendono veicolare. Quello di Bahman Qobadi si colloca nella seconda categoria.”

Author: Redazione

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