Lautari: la musica popolare siciliana confine tra le culture.

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Lautari concerto Porto Ognina Catania 5 settembre 201225 anni di attività, 7 dischi incisi, hanno prestato la loro musica al cinema, al teatro ma soprattutto migliaia di concerti nelle piazze tra la gente. Sono cresciuti così i Lautari, raccogliendo la tradizione musicale della Sicilia per trasportarla nelle sonorità acustiche del Mediterraneo. Mescolare la tradizione con l’attualità sia nella melodie che nei testi, contraddistingue questo gruppo che nasce, vive e lavora a Catania. Questa sintesi musicale oggi la troviamo nel loro ultimo disco “C’era cu C’era prodotto dall’etichetta di Carmen Consoli “Narciso Records”.
Oggi la band dei Lautari è composta da Puccio Castrogiovanni, Gionni Allegra, Salvatore Farruggio, Roberto Fuzio e Salvo Assenza, ma vede una forte collaborazione musicale con artisti della musica e tradizione popolare come Alfio Antico, Rita Botto e tantissimi altri. Vi rimandiamo al loro sito per ulteriori informazioni sulla Band e sulla loro carriera artistica

I Lautari si muovono da vent’anni nel solco della tradizione popolare e del suo rinnovamento con un progetto che prevede la ricerca e la rielaboraziohne di canti siciliani, ma anche la composizione di canzoni inedite nel rispetto dei motivi e delle forme tradizionali.
Gli elementi del gruppo sono polistrumentisti e cantanti di lunga esperienza il cui approccio alla musica è essenzialmente acustico, con un’attenzione particolare per il suono degli strumenti tradizionali: mandolino, mandola, mandoloncello, chitarra classica, chitarra acustica, contrabbasso, fisarmonica, organetto, piva, flauti e percussioni.
Partendo dal forte radicamento alle origini e dallo stretto legame con la tradizione siciliana colta e popolare i Lautari si sono spinti oltre l’eredità culturale della propria terra, fino alle diverse identità etnomusicali del mondo, misurandosi anche con una prospettiva non esclusivamente autoctona e confrontandosi con impegno e naturalezza con il suono dei più vari strumenti tradizionali, provenienti da diverse parti del mondo (Europa, Sud America, Africa e Medio Oriente).
Il loro spettacolo dal vivo è estremamente coinvolgente, il pubblico viene trascinato dai ritmi incalzanti e affascinato dalle sonorità popolari. I giovani vi scoprono una musica ricca di motivi tradizionali sentiti ancora oggi vivi, autentici e proprio per questo vicini alla sensibilità della gente: sono storie di vita quotidiana, sospese tra la riscoperta di un passato ormai quasi immobile e lontano nel tempo ma paradigmatico e utile a comprendere le inquietudini del presente.
Il valore musicale e culturale del progetto artistico dei Lautari ha consentito loro di collaborare in teatro con artisti e registi di grande spessore come Pino Micol, Gabriele Lavia, Giorgio Albertazzi, Armando Pugliese, Peppe Barra, e gli ha permesso di partecipare a prestigiose rassegne, come il Club Tenco e ArezzoWave, che hanno riconosciuto la valenza autorale del loro percorso. Inoltre il gruppo ha preso parte alla realizzazione di alcuni film, tra cui “La lupa” per la regia di Gabriele Lavia e “Storia di una capinera”, per la regia di Franco Zeffirelli.

Lautari concerto Porto Ognina Catania 5 settembre 2012Noi li abbiamo incontrati in occasione del concerto nella magica cornice del Porticciolo di Ognina, a Catania il 5 settembre 2012 .
Di seguito l’intervista che abbiamo raccolto e chi vi proponiamo in versione integrale in questo articolo e in un video insieme alla loro musica tratta dall’ultimo progetto discografico “C’era cu c’era. Le foto di backstage e del concerto sono di Alberta Diosini e Luigi Marino (wabinet.com)

La musica dei Lautari musica di confine o di appartenenza, come la definite? 
(Puccio Castrogiovanni) A noi piace definirla musica popolare, rispetto ad altre definizioni ci sembra quella che più si avvicina alla nostra anima. Il termine Musica folk ci limita un po’ troppo e noi non siamo così folk da poter essere rinchiusi in questa definizione del folklore e basta. Abbiamo nel tempo creato un nostro repertorio in qualche modo per ampliare, con modestia, il parco delle canzoni che sono definibili popolari. La nostra musica non è World perché non usiamo altra lingua che il siciliano. Noi la chiamiamo soltanto musica popolare ma in verità non vogliamo dare un definizione precisa perché non vogliamo chiudere dentro una gabbia la nostra musica.

In realtà noi usiamo moltissimo il suono acustico come base di tutto, le melodie che abbiamo geneticamente come siciliani come base melodica della nostra musica, i testi sono quelli in qualche modo vengono dalla nostra esperienza di tutti i giorni, dalla nostra osservazione della vita, e quindi sono abbastanza attuali. Ci piace utilizzare e richiamare testi antichi della tradizione popolare, ma spesso i nostri testi parlano di cose attualissime come per esempio di immigrazione, cioè delle vite di uomini e donne che dai vari deserti al di là del Mediterraneo come la Libia, sbarcano nel nostro occidente.
I nostri testi parlano dei nostri politici che ci vogliono tanto bene e che di noi si interessano giornalmente, insomma parliamo un po’ di tutto, raccontiamo con la nostra musica e con il dialetto siciliano la vita quotidiana, con una velata ironia del caso. 

Lautari concerto Porto Ognina Catania 5 settembre 2012Pochi mesi fa è uscito il vostro ultimo disco “C’era cu c’era”, il settimo progetto musicale. Che cosa significa per voi oggi entrare in studio e scrivere un nuovo disco. 
(Roberto Fuzio) Siamo molto contenti di questo nuovo disco perché ogni disco riassume il lavoro che tu hai fatto negli ultimi tempi come gruppo. E’ la somma di quello che è stato, di quello che abbiamo scritto negli ultimi anni, di quello che abbiamo ricercato. Ma nello stesso tempo è anche un modo per poter dire: “siamo arrivati a questo punto”, e questo ci serve anche per poter ripartire.

Oggi non si fanno i dischi per guadagnare, a mio parere un disco si pubblica per dire al pubblico che ti segue e non solo: il nostro lavoro oggi è questo. Dopo la gran parte delle nostra attività artistica si svolge nelle piazze, nei concerti, nei live.
Un nuovo disco ti dà la possibilità di “fissare il momento” e poter dire quell’anno la nostra musica era a questo punto una sorta di cronologia artistica che scandisce il nostro tempo e la nostra musica.
Come ricordarsi, per esempio, degli incontri e delle partecipazioni ai nostri lavori. Per esempio Rita Botto, una grandissima nostra amica, nel disco precedente “Arrè” ha cantato con noi un bellissimo “Canto della Curuna” e lei ogni tanto ci viene a trovare nei nostri concerti live.

Lautari concerto Porto Ognina Catania 5 settembre 2012A proposito, i vostri live sono molto partecipati, vi divertite suonando e molto spesso ospitate altre musicisti.
(Puccio Castrogiovanni) In 25 anni di attività se non ci fossimo divertiti suonando, provando gli spettacoli, probabilmente non saremo ancora insieme a suonare. Invece questa lunga attività ci ha dato l’occasione di conoscere tanti artisti con cui abbiamo stretto e condiviso rapporti di collaborazione musicale. Rita Botto è una di queste, una nostra “sorella maggiore”, ma anche Alfio Antico. Siamo stati sempre aperti alle collaborazioni, in realtà esiste un nucleo di base nei Lautari e negli anni abbiamo collaborato con moltissimi musicisti che ancora oggi, molto spesso, vengono a suonare nei nostri live.

Nel vostro ultimo disco c’è un omaggio a Domenico Modugno, ci raccontate questa scelta?
(Gionni Allegra) Noi adoriamo Modugno. Lui è stato tra i primi che, a cavallo degli anni 60 e 70, ha proposto questa contaminazione tra musica popolare e la musica pop leggera, ed ha avuto la possibilità di portare questa musica nei palcoscenici mediatici della televisione, e quindi al grande pubblico. Lui pugliese, ma di adozione siciliana visto il suo amore per questa terra, ha fatto conoscere i dialetti e la musica popolare al grande pubblico.

Consideriamo Modugno un genio musicale e assolutamente attuale, tra il suo repertorio ci sono delle canzoni a nostro parere delle canzoni bellissime che a noi piace rifare, nei live ma anche in studio. “Notte chiara” era una parte di una sua rappresentazione teatrale “Rinaldo in Campo”, che noi abbiamo estratto ed arrangiato. Probabilmente ne è uscita un’altra canzone ma è il nostro modo di omaggiare Modugno.

 

 

 

Foto del Concerto

 

 

 

Author: Luigi Marino

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