La leggenda dell’Isola delle Femmine (PA)

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L’isola delle Femmine prende il proprio nome da un’affascinante leggenda: si pensa infatti che l’isolotto che prende il nome dall’omonimo comune palermitano sia stato un tempo abitato solo da donne. Queste erano tredici donne turche che si erano macchiate di gravi colpe, ed erano state imbarcate senza meta in balia del mare, approdando sull’isola. Queste vi rimasero per ben sette anni, fin quando le famiglie si pentirono della punizione e vennero a cercarle riportandole nella terraferma”con la pace”; questo fu episodio che diede il nome a Capaci (CCa Paci cioè con la pace) che secondo la leggenda è il luogo dove atterrarono.

Oggi questo nome dato a un comune e non a un’isola, suona comunque curioso e invoglia a scoprirne la storia, anche se quel che più rappresenta questo luogo è, ad oggi, il suo bellissimo mare. Questa è la località ideale per chi vuole trascorrere delle vacanze tranquille e lontane dal caos della routine: è un paesino sul mare di circa 7 mila abitanti che però in estate si popola di turisti, così da soddisfare anche le esigenze dei più giovani per quel che riguarda movida e trasgressioni.

Dal punto di vista naturalistico l’Isola delle Femmine offre il tipico panorama della natura selvaggia siciliana, dove sono possibili bellissime escursioni a piedi o in barca.mare-isola-femmine

Le spiagge sono il punto di forza di questo paesino: sabbia bianca e finissima, mare cristallino e di uno straordinario color turchese garantito dal mare aperto che permette alle correnti di pulire le acque, lontano dal caos delle spiagge più popolate come ad esempio la vicina Mondello. L’isolotto che dà il nome alla leggenda è un frammento di terra emersa verdeggiante che oggi è la Riserva Naturale Orientata Isola delle Femmine salvaguardata dalla Lipu, la Lega Italiana Protezione Uccelli. Questo perché l’isola, non essendo abitata, viene utilizzata da numerose specie di uccelli migratori che sostano qui nel loro volo tra l’Africa e il Nord Europa.
Allo stesso modo le acque pulite e cristalline permettono una piacevole esplorazione della fauna marina, quindi l’isolotto è ideale anche per chi ama fare diving e per i sub. Ma la particolarità dei fondali sta nel suo patrimonio archeologico: qui si trovano infatti resti di tutti i tipi, da reperti dell’età greca e romana, a ritrovamenti più recenti. Un esempio molto popolare è il relitto Junkers-52, la carcassa di un aereo tedesco trimotore affondato nel 1942 nella vicina baia di Sferracavallo.

 

 

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Author: Sabrina Longo

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