Le Forre laviche di Adrano

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Forre laviche ad AdranoLe Forre del Simeto sono delle gole che il fiume ha scavato nelle rocce laviche. Quelle di Adrano sono situate in prossimità di uno dei resti di un antico monumento che è chiamato “Ponte dei Saraceni”.
Per raggiungere il sito occorre recarsi da Catania nella cittadina di Adrano percorrendo la SS 121. Per entrare ad Adrano ci sono tre ingressi; il primo è perennemente ostruito; si superi il secondo e si imbocchi il terzo; fatto ciò si giri immediatamente a sinistra, imboccando la via San Paolo; in fondo a questa strada si trova un primo cartello turistico che indica: “Ponte dei Saraceni”. Si passa così nel Viale della Regione, confortati da altri cartelli che ci portano nel quartiere Santa Maria delle Salette; qui un nuovo cartello porta la dicitura “SP 122: Ponte dei Saraceni”.
Si percorra questa provinciale per circa 3 Km, finché si giunge all’innesto con la SP 94; si svolti a destra e si vada avanti per circa un centinaio di metri; un segnale indicherà di prendere a destra una carrareccia che dopo 1 Km ci condurrà al cospetto del Ponte.
È questo un monumento inserito magnificamente bene nel paesaggio, costruito in conci lavici e blocchi arenacei, che resta sospeso su cinque archi: tre a tutto sesto e due acuti.
Lasciamo il mezzo e iniziamo a percorrere le sponde del fiume, incominciando da quella sinistra. Continuando lungo la strada sterrata, dopo qualche centinaio di metri, troveremo uno sbarramento artificiale di massi e sul lato sinistro un sentiero che scende verso un uliveto; ai lati della viottola grandi cespugli di Euforbia arborea. Sbuchiamo così sulla golena del fiume, che qui scorre su fianchi aperti; noi ci dirigiamo verso valle, rasentandone le sponde; dopo qualche decina di metri sentiremo un fragore di acque; c’è un cascata e subito dopo il fiume si inabissa fra profonde pareti. Siamo sulle forre. Con molta prudenza ci affacciamo sull’orlo per vedere la corrente che salta e si contorce fra rapide e marmitte (cavità scavate dai vortici dell’acqua).
Le gole si estendono per circa 100 m, ma noi, da dove ci troviamo, non le possiamo seguire per intero nel loro sviluppo. Torniamo allora sulla golena, dove troveremo diverse piante glareicole (che vivono sui greti ciotolosi).
Domina fra tutte l’Oleando, seguito dalla Ginestra spinosa, dall’Assenzio e dalla Lappola.
Inizieremo ora a percorrere la sponda verso monte; ci sono impalpabili sentieri che scorrono parallelamente al fiume; quasi a contatto con l’acqua. Incontreremo vegetazione arborea ripariale costituita da Salice bianco, Salicone, Salice rosso, Tamerice maggiore e Pioppo nero. Scendendo sulla golena troveremo varie specie erbacee: Masticogna , Asfodelo fistoloso e Mandragora. Sui terrazzamenti laterali, Ginestra spinosa, Ginestra odorosa e Tagliamani.
Incontreremo tratti in cui il fiume allarga il suo letto, scorre lentamente in fase di stanca.
In queste porzioni di acqua vivono copiose popolazioni di anfibi: Rana, Rospo e Rospo smeraldino.
Andremo così avanti per qualche chilometro (contrada Saragoddio), dopo di che torneremo indietro verso il Ponte dei Saraceni per esplorare la riva destra.
Per fare ciò attraverseremo il ponte e ci dirigeremo verso una stradella in cemento che consente di raggiungere una coltivazione sperimentale di peri (c’è un cartello). Percorsa questa stradella volteremo sulla destra, supereremo una casupola diroccata, con annesso ovile, e subito dopo questa costruzione ci dirigeremo verso il greto del fiume. Giungeremo proprio sopra le forre che rivisiteremo, usando la stessa prudenza ed accortezza di prima. Da questo lato le possiamo percorrere fin sotto il ponte, dopo che costeggeremo il fiume verso monte, così come abbiamo fatto con il lato sinistro.
Anche qui sulle spalliere numerose piante: l’Oleandro, la Ginestra spinosa e la Tamerice; sulla golena: Nappola, Inula e Stramonio.
Andando avanti per qualche centinaio di metri si incontra una vistosa condotta d’acqua che attraversa il fiume; superata questa, dopo altrettanto cammino, ci troveremo al cospetto di una vasta frana, pertanto se non si è muniti di stivali occorre ritornare sui propri passi.

(tratto da S. Arcidiacono, Guida Naturalistica della provincia di Catania, Giuseppe Maimone Editore, 2003 Catania)

 

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Author: Redazione

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2 Comments

  1. Bonjour super le site.J’e9tais sur l’Etna fin aofbt 2012 avec des amis. Renseignements pris au bureau des gudeis e0 Sapienza: acce8s aux crate8res interdit: trop d’activite9 dans les crate8res.Nous avons finalement fait la traverse9e sud-nord de Sapienza e0 Piano Provenzana et avons croise9 un pre9pose9 e0 la surveillance de l’Etna sur le chemin de la traverse9e. Premie8re question qu’il nous pose: savez-vous que vous ne pouvez pas venir ici ? Il y a trop d’activite9 dans les crate8res. C’est interdit. Nous avons argumente9 (ce qui e9tait vrai d’ailleurs) qu’au bureau des gudeis e0 Sapienza, le guide responsable nous avait dit OK e0 condition de rester sur le chemin et de ne pas monter vers les crate8res. Nous avons fait la rando .frustre9s de ne pas pouvoir monter plus haut mais bon c’e9tait fascinant quand meame . En tout cas, c’e9tait surveille9 et les recommandations strictes !!

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    • Cher Linda

      La nôtre est un magazine qui parle de la Sicile et de son territoire, et nous ne me dérange pas la randonnée et la visite.
      Mais nous pouvons vous recommander un groupe de guides Etna qui peuvent répondre à vos questions. Sur leur site, vous pouvez trouver l’adresse de courriel et par téléphone.

      Merci de nous contacter.

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