Colapesce, la leggenda siciliana con molte varianti… musicali.

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Nella sua versione più conosciuta, si narra di un certo Nicola (Cola di Messina), figlio di un pescatore, soprannominato Colapesce per la sua abilità nel muoversi in acqua; di ritorno dalle sue numerose immersioni in mare si soffermava a raccontare le meraviglie viste e, talvolta, a riportare tesori.
La sua fama arrivò al re di Sicilia ed imperatore Federico II di Svevia che decise di metterlo alla prova: il re e la sua corte si recarono pertanto al largo a bordo di un’imbarcazione e buttarono in acqua una coppa che venne subito recuperata da Colapesce. Il re gettò allora la sua corona in un luogo più profondo e Colapesce riuscì nuovamente nell’impresa. La terza volta il re mise alla prova Cola gettando un anello in un posto ancora più profondo ed in quell’occasione Colaspesce non riemerse più.
Secondo la leggenda più diffusa, scendendo ancora più in profondità Colapesce vide che la Sicilia posava su 3 colonne delle quali una piena di vistose crepe e segnata dal tempo, secondo un’altra versione essa era consumata dal fuoco dell’Etna, ma in entrambe le storie decise di restare sott’acqua, sorreggendo la colonna per evitare che l’isola sprofondasse. Ancora oggi si troverebbe quindi a reggere l’isola.
Una versione catanese della leggenda vuole che il sovrano, interessato alla conoscenza del mondo e delle curiosità fenomeniche, chiedesse a Colapesce di andare a vedere cosa vi fosse al di sotto dell’Etna e farne testimonianza. Colapesce scese e raccontò di aver visto che sotto l’Isola vi fosse il fuoco e che esso alimentava il gigantesco vulcano. Federico ne chiese una prova tangibile, così il giovane disse che avrebbe fatto giungere al suo re la prova che desiderava, ma che sarebbe morto nel fargliela pervenire. Colapesce si tuffò con un pezzo di legno per non fare più ritorno, mentre il legno – che notoriamente galleggia – tornò in superficie bruciato.

 

colapesce-meg-not-festMa Colapesce è anche il nome d’arte di Lorenzo Urciullo siciliano, giovane e già apprezzato musicista che ha già realizzato progetti musicali riconosciuti da critica e pubblico come dei capolavori della musica italiana. Colapesce suonerà a Noto nella cornice del NOT.fest lunedì 13 agosto accompagnata da Meg già voce dei 99 Posse ma che vanta diverse collaborazione nel panorama musicale italiano dai Subsonica ai Tiromancino con Elisa, da Pino Daniele a Roy Paci, dalla Nouva Compagnia di Canto Popolare a Speaker Cenzou, dai Retina.it ai Technophonic Chamber Orchestra.

Colapesce non ama stare con le mani in mano: dopo un disco in inglese a nome Albanopower, un progetto ambizioso come Albanopumpkins (tributo italiano a “Mellon Collie & The Infinite Sadness”, il capolavoro degli Smashing Pumpkins, che ha avuto una discreta rilevanza internazionale, ricevendo anche l’apprezzamento di Billy Corgan) e il duo Santiago che con Alessandro Raina degli Amor Fou ha percorso in lungo e in largo l’Italia durante tutto il 2011, è arrivato il momento di Colapesce.
colapesce-girasiciliaAnticipato da un EP pubblicato a maggio 2010 solo in digitale e poi ristampato a grandissima richiesta, “Un meraviglioso declino” sta facendo gridare al miracolo la critica e il pubblico. Ovunque si parla della rinascita di un nuovo cantautorato italiano figlio della tradizione ma che non si pone limiti e prova a guardare a quello che succede lontano dai nostri confini. Agli anni ’70 riveduti e corretti da Wilco, John Grant e Fleet Foxes, giusto per fare un po’ di nomi.
Registrato con strumenti e macchine vintage in diversi studi di registrazione italiani come il Posada Negro di Studios di Roy Paci, Le Officine Meccaniche a Milano, il Vertigo Studio di Siracusa e l’Alpha Dept di Bologna, “Un meraviglioso declino” vede la partecipazione di numerosi ospiti: il sodale Alessandro Raina, Sara Mazo (ex voce degli Scisma), Andrea Suriani dei My Awesome Mixtape, i cori di Lucia Manca e Grazia Negro, i fiati suonati da Mirko Onofri della Brunori Sas e quelli arrangiati e suonati da Roy Paci, autore anche delle orchestrazioni.
Della produzione si è occupato Giacomo Fiorenza, recentemente premiato come miglior produttore artistico del 2011, già dietro la console per Paolo Benvegnù, Offlaga Disco Pax, Moltheni e I Cani (tra gli altri).
Un lavoro ambizioso e collettivo, che proprio dal vivo trova la sua forma più compiuta grazie a una band di cinque elementi che irrobustisce il suono e offre una dimensione diversa rispetto a quella del disco, con scalette che variano di serata in serata, cover e altre sorprese assortite.

Non ci resta che ascoltarlo il 13 agosto al NOT.fest, nel frattempo vi lasciamo all’ascolto di Satellite, il singolo cantato con Meg, tratto dalla trasmissione radiofonica di Rai2 Mobydick (che noi di girasicilia.it ascoltiamo spesso!) del giugno scorso. Vi segnaliamo, per finire, un’intervista dal blog 06.Live realizzata durante il concerto di Roma a marzo 2012.

 

La leggenda di Colapesce cantata da Otello Profazio

La gente Cola pisci lu chiamava, che comi un pisci sempri a mari stava, d’unni vinia nuddu lu sapia forsi era figghiu di Nettunnu diu.
Un ghiornu a Cola “u rre” u fici chiamari e Cola di lu mari dda vos’iri – O Cola lu me regnu a scandagliari supra cchi pidimenti si susteni
Cola pisci curri e va’ – vaiu e tornu maista’ “ccussi’ si ietta a mari Cola pisci e sutta l’unni subutu sparisci
ma dopu un pocu a sta’ nuvita’ a lu rignanti Cola pisci da’ – ….maista’ li terri vostri stannu supra a tri pilastri
e lu fattu assai trimennu una gia’ si sta’ rumpennu – … O distinu chi “nfilici cchi svintura mi pridici chianci u re comu aia ffari sulu tu mi poi salvari.
Cola pisci curri e va’ vaiu e tornu maista’. 
E passaru tanti iorna cola pisci non ritorna e l’aspettunu a marina lu so’ rre ccu la rigina. 
Poi si senti la so vuci di lu mari superfici…. – maista’… sugnu cca…. sugnu cca o maista’  nta stu funnu di lu mari, ma non pozzu cchiu’ turnari vui prigati a la Madonna, staiu riggennu la culonna ca s’idda si spezzera’
‘a Sicilia sparira’ maista’ o maista’,,, maista’ iu restu cca.

 

Scopri tutti i concerti in programma in Sicilia estate 2012 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Author: Luigi Marino

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