Nebrodi Art Fest 2015 a Castell’Umberto (Me)
Lug22

Nebrodi Art Fest 2015 a Castell’Umberto (Me)

Dal 6-8 Agosto a Castell’Umberto (Me) si svolgerà il Nebrodi Art Fest.

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Pantalica: oasi di tranquillità e meraviglia naturalistica
Giu26

Pantalica: oasi di tranquillità e meraviglia naturalistica

Pantalica è una località naturalistico-archeologica sita in provincia di Siracusa.

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Notte di San Lorenzo all’Eramo di San Felice.
Ago09

Notte di San Lorenzo all’Eramo di San Felice.

Visite: 2099  Sotto lo stesso cielo è l’evento di contemplazione degli astri e dell’ambiente che si svolgerà nellaRiserva di Pizzo Cane, Pizzo Trigna e Grotta Mazzamuto a Trabia in provincia di Palermo.Il 10 Agosto 2013 dalle ore 21.00 presso l’Eremo di San Felice, Strada Provinciale TRABIA-VENTIMIGLIA al KM. 18, l’Associazione Amici di San Felice organizza il tradizionale appuntamento, nella notte più stellata dell’anno, di osservazione degli astri con telescopi professionali. Le attività, condotte dagli esperti della Società Astronomica Palermitana, si svolgeranno nell’incantevole cornice dell’Eremo di San Felice a Trabia, nel cuore della Riserva di Pizzo Cane, Pizzo Trigna e Grotta Mazzamuto, lontani dalle sorgenti di inquinamento acustico e luminoso, un’occasione imperdibile per la contemplazione degli astri e dell’ambiente.Lo scenario naturale circostante sarà da sfondo per momenti di musica e poesia, nel corso della serata sarà inoltre possibile assistere alla proiezione di video-documentari sui temi dell’ambiente e partecipare ai dibattiti sulle politiche di sviluppo rurale in campo per la tutela della Riserva.Il Centro di Recupero della Fauna selvatica di Bosco Ficuzza procederà in presenza degli ospiti alla liberazione di alcuni rapaci notturni riabilitati e successivamente si partirà all’esplorazione dell’ambiente notturno con un’escursione guidata da un’equipe di esperti dell’Associazione Amici di San Felice.La suggestiva cappella medievale dell’Eremo accoglierà la funzione religiosa, in un raccoglimento spirituale capace di coinvolgere un pubblico differente, accomunato dal senso di spiritualità e di sensibilità verso l’ambiente, a prescindere dalla provenienza culturale e religiosa; celebreranno la santa messa padre Giuseppe Calderone e don Nicasio Galbo. L’evento è patrocinato dai comuni di Trabia e di Caccamo, supportato dal CESVOP di Palermo e realizzato in collaborazione con l’Associazione “Fare per Migliorare” e il Gruppo Giovanile “Amici di San Felice”.Servizio navetta gratuito operativo dalle 20.30 presso il Ponte Saraceno, Strada Provinciale Trabia-Ventimiglia KM18.Per informazioni contattare il 333.8435040.    ...

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Etna, sulle colate laviche del 1928 tra S. Alfio e Fornazzo.
Nov08

Etna, sulle colate laviche del 1928 tra S. Alfio e Fornazzo.

“…una striscia nera, come un immenso nastro di lutto posato sulla terra: è la grande sciara di Mascali, la distesa di lava pietrificata scesa nel 1928 dal lontano cratere fino al mare sommergendo il paese sotto la sua nera onda infocata.” (Carlo Levi ) Itinerario sulle colate laviche dell’etna del 1928.

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Pantalica: una passeggiata nella storia della Sicilia.
Set11

Pantalica: una passeggiata nella storia della Sicilia.

Visite: 10623 Leggi il nuovo intinerario 2015 qui E’ letteralmente un luogo magico, capace di incantare perchè dimostra quanto stupefacenti siano le “opere” della natura e dell’uomo: un torrente, il Tellaro, ha pazientemente scavato per secoli e secoli creando la splendida vallata di Pantalica; e i pimitivi abitanti della Sicilia la hanno “lavorata” e scavata anch’essi per celebrarne la bellezza e trasformarla nel luogo più importante: la dimora dei loro morti. Seguire il sentiero che, da Pantalica sud, scende fino al fiume e poi risale dall’altro lato, è allo stesso tempo una passeggiata nella natura e nella storia di un’antica civiltà, che popolò questa e altre aree della Sicilia tra i 3300 e i 2800 anni fa! Non troveremo davanti ai nostri occhi le case e le strade della città che dovette sorgere in quest’area. Ma chiuderemo gli occhi, respireremo l’odore selvatico dei fiori, dei cespugli e del torrente di Pantalica, e immagineremo questa città per come ce ne parlano le sue tracce: le migliaia di tombe, scavate nella roccia e definite “a grotticella” per la loro forma, ci dicono che era popolosa, quelle dall’architettura più complessa suggeriscono che esistevano i ricchi, quelle più semplici, i poveri. Per finire, cercando un pò troveremo un cartello sgangherato che ci indicherà la strada per l'”anaktoron”, e, sedendo sui pietroni che ne restano, sapremo di essere nel palazzo del principe. Ancora uno “sforzo”, piacevole, di immaginazione: la sua pianta è la stessa dei grandiosi palazzi dei principi micenei, quelli, cioè, di cui Omero canta glorie e ricchezze nell’Iliade e nell’Odissea. A chi vuole continuare a immaginare, consigliamo una gita al Museo “Paolo Orsi” di Siracusa dove sono custodite tutte le testimonianze che restano della cultura materiale di queste genti. A tutti, consigliamo un bagno nel fiume (in estate, perchè l’acqua è fredda!) e un pisolino nello spiazzo dell’anaktoron (in primavera, quando il prato è fiorito!). Buon itinerario e scriveteci i vostri commenti.   Racconta la tua vacanza in Sicilia, condividi le tue esperienze. Spedisci alla redazione le tue esperienze, i tuoi racconti, le tue segnalazioni e le valutazioni positive o negative indicando il luogo, dove hai...

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Monte Salto del Cane: escursione sull’Etna a 1.400 m di altitudine
Set10

Monte Salto del Cane: escursione sull’Etna a 1.400 m di altitudine

Visite: 13302 Clicca qui se vuoi vedere le nostre foto realizzate durante l’escursione del 25 marzo 2013. Il Monte Salto del Cane è un cratere avventizio posto a circa 1.400 m di altitudine, sul versante SE del vulcano. Consigliamo la visita a questo luogo etneo perché è ricco di suggestioni naturalistiche, sia in campo vulcanologico che botanico, non escludendo spunti faunistici.Il percorso di avvicinamento si compie parte in auto e parte a piedi. Parte in auto La località può essere raggiunta sia da Nicolosi che da Pedara. Nel primo caso bisogna raggiungere una cappella votiva intitolata “Altarino di Sant’Agata”; da qui si prenda la via San Nicola e si proceda in direzione “Etna Sud” (1). Al secondo bivio per Pedara, dove si trova l’indicazione “Etna Sud 11” si tari il contachilometri. Dopo aver percorso 3,2 Km ci si imbatte nell’innesto con una stradella poderale, stretta ed in salita, ma asfaltata, che conduce alla Contrada Salto del Cane (segnata sulle carte), la quale per un buon tratto scorre parallelamente alla larga strada provinciale, che fin’ora abbiamo percorso, e che conduce verso il Rifugio Sapienza. L’accesso alla stradella in questione è poco evidente, anche per la presenza di un folto bosco di castagno che la sovrasta. La confluenza delle due strade crea uno slargo, dove lasceremo l’auto. Nel secondo caso ci si dirigga verso la strada per Tarderia; ad un certo punto troviamo, sulla sinistra, una deviazione con l’indicazione “Etna Sud”; si percorra questa strada per alcuni chilometri fino ad incontrare il bivio per Nicolosi, in cui c’è l’anzidetto cartello “Etna Sud 11”, dopodiché si faccia come il caso precedente. Parte a piedi Proprio all’inizio della stradella in ripida ascesa c’è, sulla destra, un ampio cancello, in genere chiuso, accanto al quale esiste un varco. Superato questo ci si immette in una carrareccia che si addentra nel bosco anzidetto. Imboccheremo questa sterrata (2), protetti dalla frescura degli alberi di castagno. Il Castagno è una pianta largamente diffusa sull’Etna, dove riesce a formare anche raggruppamenti boschivi puri. Se l’attraversamento del bosco viene fatto nella tarda primavera si può ammirare la fioritura di questa pianta; le infiorescenze giallo citrino, dette amenti, sono sottili e lunghe una ventina di centimetri. Sono assai frequentate dalle api, consentendo la produzione di uno speciale miele scuro, dal sapore particolare. Il nome dialettale degli amenti di castagno è “surfareddi”, in quanto ricordano, nella forma, i solfinelli che vengono usati per solforare le botti. Se invece l’escursione viene compiuta in autunno, allora si possono raccogliere le castagne che cadono al suolo insieme ai ricci che le hanno custodite. Questa parte di percorso sulla carrareccia si snoda sopra i piroclastiti...

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