Ilice di Pantano, il grande Leccio dell’Etna.
Lug24

Ilice di Pantano, il grande Leccio dell’Etna.

Il Grande Leccio ha i rami scolpiti dal vento e tra i più lunghi del mondo. Tra Milo e Zafferana Etna. Il nostro itinerario per visitare il bosco.

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Etna, sulle colate laviche del 1928 tra S. Alfio e Fornazzo.
Nov08

Etna, sulle colate laviche del 1928 tra S. Alfio e Fornazzo.

“…una striscia nera, come un immenso nastro di lutto posato sulla terra: è la grande sciara di Mascali, la distesa di lava pietrificata scesa nel 1928 dal lontano cratere fino al mare sommergendo il paese sotto la sua nera onda infocata.” (Carlo Levi ) Itinerario sulle colate laviche dell’etna del 1928.

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Monte Salto del Cane: escursione sull’Etna a 1.400 m di altitudine
Set10

Monte Salto del Cane: escursione sull’Etna a 1.400 m di altitudine

Visite: 13296 Clicca qui se vuoi vedere le nostre foto realizzate durante l’escursione del 25 marzo 2013. Il Monte Salto del Cane è un cratere avventizio posto a circa 1.400 m di altitudine, sul versante SE del vulcano. Consigliamo la visita a questo luogo etneo perché è ricco di suggestioni naturalistiche, sia in campo vulcanologico che botanico, non escludendo spunti faunistici.Il percorso di avvicinamento si compie parte in auto e parte a piedi. Parte in auto La località può essere raggiunta sia da Nicolosi che da Pedara. Nel primo caso bisogna raggiungere una cappella votiva intitolata “Altarino di Sant’Agata”; da qui si prenda la via San Nicola e si proceda in direzione “Etna Sud” (1). Al secondo bivio per Pedara, dove si trova l’indicazione “Etna Sud 11” si tari il contachilometri. Dopo aver percorso 3,2 Km ci si imbatte nell’innesto con una stradella poderale, stretta ed in salita, ma asfaltata, che conduce alla Contrada Salto del Cane (segnata sulle carte), la quale per un buon tratto scorre parallelamente alla larga strada provinciale, che fin’ora abbiamo percorso, e che conduce verso il Rifugio Sapienza. L’accesso alla stradella in questione è poco evidente, anche per la presenza di un folto bosco di castagno che la sovrasta. La confluenza delle due strade crea uno slargo, dove lasceremo l’auto. Nel secondo caso ci si dirigga verso la strada per Tarderia; ad un certo punto troviamo, sulla sinistra, una deviazione con l’indicazione “Etna Sud”; si percorra questa strada per alcuni chilometri fino ad incontrare il bivio per Nicolosi, in cui c’è l’anzidetto cartello “Etna Sud 11”, dopodiché si faccia come il caso precedente. Parte a piedi Proprio all’inizio della stradella in ripida ascesa c’è, sulla destra, un ampio cancello, in genere chiuso, accanto al quale esiste un varco. Superato questo ci si immette in una carrareccia che si addentra nel bosco anzidetto. Imboccheremo questa sterrata (2), protetti dalla frescura degli alberi di castagno. Il Castagno è una pianta largamente diffusa sull’Etna, dove riesce a formare anche raggruppamenti boschivi puri. Se l’attraversamento del bosco viene fatto nella tarda primavera si può ammirare la fioritura di questa pianta; le infiorescenze giallo citrino, dette amenti, sono sottili e lunghe una ventina di centimetri. Sono assai frequentate dalle api, consentendo la produzione di uno speciale miele scuro, dal sapore particolare. Il nome dialettale degli amenti di castagno è “surfareddi”, in quanto ricordano, nella forma, i solfinelli che vengono usati per solforare le botti. Se invece l’escursione viene compiuta in autunno, allora si possono raccogliere le castagne che cadono al suolo insieme ai ricci che le hanno custodite. Questa parte di percorso sulla carrareccia si snoda sopra i piroclastiti...

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Le cascate del fiume Oxena (Militello in Val di Catania).
Set08

Le cascate del fiume Oxena (Militello in Val di Catania).

Visite: 19272Il fiume Oxena è un affluente del Trigona, il quale a sua volta si versa, in parte, nel lago di Lentini e, in parte, nel San Leonardo (fiume che scorre sulla Piana di Catania e sfocia nello Ionio). Nel territorio di Militello Val di Catania l’Oxena forma delle belle cascate, che stranamente sono attive tutto l’anno, anche nei periodi di forte siccità. Il fiume infatti viene alimentato da innumerevoli sorgenti che si aprono proprio sulle sue sponde. La visita a queste cascate è affascinante, specialmente se viene compiuto nelle stagioni calde. Si giunge in un ambiente inusuale, formato da cave verdeggianti e pianori assolati, si percorre il fondo di una di queste cave, sotto una gelleria vegetale che fa da volta e si perlustra controcorrente il fiume che non è mai profondo. Da Catania si imbocca la SS 385 che porta a Scordia e a Militello Val di Catania. Giunti in quest’ultimo centro occorre dirigersi verso il Poggio Mineo (sito in prossimità della Chiesa del Calvario). Da qui parte la strada provinciale per Caltagirone (SP 28/II). Imbocchiamola, azzerando il contachilometri. Dopo circa 2 km, ad un bivio, ci immettiamo nella strada provinciale per Francofonte (SP 47). Quasi subito attraversiamo un ponte sulla ferrovia. Si percorra questa strada asfaltata, evitando tutte le strade e le carrareccie che si aprono ai suoi lati. Dopo 4,5 km dal punto di partenza (Poggio Mineo) la strada si fa stretta; si vada avanti per altri 2 km verso la contrada Via Grande, finché (6,1 km dalla partenza) si apre, in curva, sulla destra, una stradella asfaltata, in salita, situata sotto una casetta che ha alle spalle un traliccio dell’alta tensione. Questa stradella, che dopo un centinaio di metri si tramuta in carrareccia, conduce ad un centro di accoglienza per disabili (“Casa Giovanni Emanuel – Residenza Monsignor Gulizia – Associazione Madonna della Lettera”). Percorrendo il viottolo, costeggiando il bordo della cava del fiume Oxena, che si intravede sul fondo di essa, giungeremo su un piccolo slargo che si apre dinnanzi al cancello d’ingresso del centro di accoglienza. Da questo punto si prosegue a piedi. Accanto al cancello c’è una sterrata che conduce in fondo alla cava; è chiusa da una recinzione mobile, che attraverseremo, avendo poi cura di richiuderla. La stradella è in forte discesa. Non la percorriamo fino in fondo, ma ci fermiamo accanto ad una casetta diruta che si affaccia sulla cava. Da qui parte un piccolo sentiero che incontra un rudere di mulino, varie scalette in pietra e residui di colture (agrumi?). Si giunge sul letto lavico su cui scorre l’Oxena, che appena più avanti fa il salto della cascata. Nelle...

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Le Forre laviche di Adrano
Set07

Le Forre laviche di Adrano

Visite: 9143Le Forre del Simeto sono delle gole che il fiume ha scavato nelle rocce laviche. Quelle di Adrano sono situate in prossimità di uno dei resti di un antico monumento che è chiamato “Ponte dei Saraceni”. Per raggiungere il sito occorre recarsi da Catania nella cittadina di Adrano percorrendo la SS 121. Per entrare ad Adrano ci sono tre ingressi; il primo è perennemente ostruito; si superi il secondo e si imbocchi il terzo; fatto ciò si giri immediatamente a sinistra, imboccando la via San Paolo; in fondo a questa strada si trova un primo cartello turistico che indica: “Ponte dei Saraceni”. Si passa così nel Viale della Regione, confortati da altri cartelli che ci portano nel quartiere Santa Maria delle Salette; qui un nuovo cartello porta la dicitura “SP 122: Ponte dei Saraceni”. Si percorra questa provinciale per circa 3 Km, finché si giunge all’innesto con la SP 94; si svolti a destra e si vada avanti per circa un centinaio di metri; un segnale indicherà di prendere a destra una carrareccia che dopo 1 Km ci condurrà al cospetto del Ponte. È questo un monumento inserito magnificamente bene nel paesaggio, costruito in conci lavici e blocchi arenacei, che resta sospeso su cinque archi: tre a tutto sesto e due acuti. Lasciamo il mezzo e iniziamo a percorrere le sponde del fiume, incominciando da quella sinistra. Continuando lungo la strada sterrata, dopo qualche centinaio di metri, troveremo uno sbarramento artificiale di massi e sul lato sinistro un sentiero che scende verso un uliveto; ai lati della viottola grandi cespugli di Euforbia arborea. Sbuchiamo così sulla golena del fiume, che qui scorre su fianchi aperti; noi ci dirigiamo verso valle, rasentandone le sponde; dopo qualche decina di metri sentiremo un fragore di acque; c’è un cascata e subito dopo il fiume si inabissa fra profonde pareti. Siamo sulle forre. Con molta prudenza ci affacciamo sull’orlo per vedere la corrente che salta e si contorce fra rapide e marmitte (cavità scavate dai vortici dell’acqua). Le gole si estendono per circa 100 m, ma noi, da dove ci troviamo, non le possiamo seguire per intero nel loro sviluppo. Torniamo allora sulla golena, dove troveremo diverse piante glareicole (che vivono sui greti ciotolosi). Domina fra tutte l’Oleando, seguito dalla Ginestra spinosa, dall’Assenzio e dalla Lappola. Inizieremo ora a percorrere la sponda verso monte; ci sono impalpabili sentieri che scorrono parallelamente al fiume; quasi a contatto con l’acqua. Incontreremo vegetazione arborea ripariale costituita da Salice bianco, Salicone, Salice rosso, Tamerice maggiore e Pioppo nero. Scendendo sulla golena troveremo varie specie erbacee: Masticogna , Asfodelo fistoloso e Mandragora. Sui terrazzamenti laterali, Ginestra spinosa,...

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Le Gole dell’Alcantara da Gravà a Mitoggio.
Set06

Le Gole dell’Alcantara da Gravà a Mitoggio.

L’Alcantara, scorrendo sulle lave etnee, ha generato diverse gole: di Larderia, dello Sciambro, di Mitoggio, ecc. Quelle più famose sono situate in contrada Larderia (comune di Motta Camastra, provincia di Messina), e sono dette Gole dell’Alcantara, per antonomasia. L’itinerario inizia da Gravà e si conclude a Mitoggio, con una deviazione all’interno delle Gole classiche.

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