Botero a Palermo. Via Crucis. La Pasión de Cristo.

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La mostra “Via Crucis. La Pasión de Cristo” di Fernando Botero per la prima volta in Italia esposta al Palazzo Reale di Palermo.

Dopo aver fatto tappa a New York, Medellin, Lisbona e Panama, la mostra (costituita da 27 dipinti ad olio e 34 disegni) sarà ospitata nelle Sale di Duca di Montalto del Palazzo Reale dal 21 marzo al 21 giugno 2015.

“VIA CRUCIS la pasión de Cristo” è una serie di dipinti e disegni in cui il maestro  Fernando Botero, come di consueto nel suo percorso artistico, unisce la tradizione della storia dell’arte occidentale ad elementi più contemporanei. Questa volta l’artista affronta il tema della storia dell’arte religiosa, con chiari riferimenti alla condizione umana, al dolore, all’ingiustizia e alla sofferenza nel mondo di oggi.

Composta da 27 dipinti ad olio e 17 disegni, la mostra è stata allestita in diversi paesi. Le opere esposte furono donate da Fernando Botero al Museo di Antioquia in occasione dei festeggiamenti per l’ottantesimo compleanno dell’artista a Medellin, sua città natale. Grazie a questa donazione il Museo di Antioquia possiede oggi la più ampia collezione di opere di Fernando Botero al mondo e, con il suo centro di documentazione,  è divenuto un punto di riferimento imprescindibile per le ricerche sull’opera dell’artista.

Tra le caratteristiche principali della serie, il fruitore abituale dell’opera di Botero troverà la consueta maestria nell’elaborazione della composizione e dei colori, tuttavia ravvivata e resa più incisiva dal contrasto con l’asprezza che accompagna l’elaborazione del tema della sofferenza di Cristo.
Compaiono ancora una volta i riferimenti a capolavori dell’arte universale e ad altre opere di Botero, insieme con personaggi antichi e moderni gli uni accanto agli altri e alla combinazione di scenari tratti dal passato e spazi contemporanei.
Tuttavia, al di là delle numerose osservazioni che si possano esprimere a livello pittorico,Via Crucis: La passione di Cristo è  un insieme di dipinti e disegni che richiamano l’attenzione del fruitore in quanto opere d’arte aperte all’esperienza sensibile e ci invitano ad una visita nella sala d’esposizione ed attraverso il presente catalogo.

ANA PIEDAD JARAMILLO RESTREPO
Direttrice Generale del Museo di Antioquia

Promossa dall’Assemblea regionale siciliana, dalla Fondazione Federico II e dal Museo colombiano di Antioquia quella di Palermo sarà l’unica tappa italiana.

 

COMPLESSO MONUMENTALE PALAZZO REALE / CAPPELLA PALATINA
Mostra “VIA CRUCIS la pasión de Cristo” di Botero
dal 21 marzo al 21 giugno 2015

ORARI
Da lunedì al sabato dalle ore 8.15 alle ore 17.40 (ultimo biglietto ore 17.00)
Domenica e festivi dalle ore 8.15 alle ore 13.00 (ultimo biglietto ore 12.15)

N.B. le domeniche e nelle festività religiose la visita alla Cappella Palatina non è consentita dalle ore 9.45 alle ore 11.30 per lo svolgimento della funzione religiosa.

 

COSTO BIGLIETTI
Da venerdì a lunedì e festivi e in tutti i giorni nei quali gli Appartamenti Reali sono visitabili: Ingresso Cappella Palatina e Appartamenti Reali + Mostra    intero 12€  /  ridotto 10€

Da martedì a giovedì e in tutti i giorni nei quali gli Appartamenti Reali non sono visitabili: Ingresso Cappella Palatina + Mostra    intero 10€  /  ridotto 8€

Hanno diritto al biglietto ridotto gli insegnanti di ruolo e i ragazzi di età compresa tra i 18 e i 25 anni.

BIGLIETTI RIDOTTI tutti i giorni
Cittadini di età pari o superiore ai 65 anni 8 €
Ragazzi di età compresa tra i 14 e i 17 anni 4 €
Studenti in visita didattica scolastica 2 €

BIGLIETTI OMAGGIO
Bambini e ragazzi di età fino a 13 anni, se accompagnati da adulti e non in visita didattica
Docenti accompagnatori di studenti in visita didattica
Docenti e studenti regolarmente iscritti di materie storico, artistico e letterarie
Diversamente abili e a un loro accompagnatore ove previsto
Giornalisti, membri ICOM e dipendenti dell’Assessorato regionale dei Beni culturali
Tutte le condizioni relative alle riduzioni e agli ingressi gratuiti sono garantiti a tutti i cittadini dei Paesi dell’Unione Europea e a quelli dei Paesi extra Unione Europa ma in condizioni di reciprocità.
Biglietto per la sola Mostra “VIA CRUCIS la pasión de Cristo” di Botero 6 €

SERVIZIO PRENOTAZIONE
È possibile effettuare le prenotazioni per la visita alla mostra telefonando allo 0916262833 oppure inviando una mail afondazione@federicosecondo.org. La prenotazione deve avvenire almeno cinque giorni prima della visita programmata. Il servizio di prenotazione garantisce il diritto di accesso senza fila alla biglietteria.

 

Fernando Botero risponde ad alcune domande per spiegare le sue opere

“Io e la Via Crucis”

Quanto il suo punto di vista personale e religioso hanno influito sulla produzione artistica della Via Crucis?

“Io non sono una persona religiosa ma ho un grande rispetto per questa tematica che è stata fondamentale nella storia dell’arte”.

Da dove è partito per dipingere l’intero Ciclo? Qual è la prima opera che ha realizzato e cosa l’ha ispirata maggiormente?

“Ritengo che sia un peccato che la Via Crucis, tema preferito e quasi unico nell’arte fino al sedicesimo secolo, sia scomparso nei secoli successivi. Questo mi ha fatto pensare quanto fosse importante dare una nuova versione di questo tema con la sensibilità di un artista del ventesimo secolo. Come molti artisti, nelle mie opere cerco di mescolare la verità storica con alcune libertà, come ad esempio l’uso di personaggi contemporanei collegati all’immagine del Cristo”.

Quale, di tutte le opere del Ciclo, pensa rappresenti meglio lo spirito di sacrificio e di passione della Via Crucis boteriana?

“Indubbiamente la Crocifissione come simbolo della cristianità. Ne dipingo diverse versioni, ogni qualvolta cercando di dire qualcosa di diverso”.

C’è una tela in particolare che più di altre l’ha fatta soffrire? Nel senso che non è riuscito subito a trovare delle soluzioni artistiche per lei soddisfacenti? 

“No. Non ho mai sofferto nel trovare soluzioni artistiche per una tematica così importante come la Passione di Cristo”.

 

VITA E OPERE DI FERNANDO BOTERO

Fernando Botero è un pittore, scultore e disegnatore colombiano nato a Medellin il 19 aprile 1932.

Le sue opere si caratterizzano per uno stile originale, una sorta di figurativo moderno neo-rinascimentale, conosciuto da alcuni come “boterismo”, che conferisce un tratto inconfondibile alla sua produzione, caratterizzandosi per l’interpretazione data dall’artista a vari temi universali: l’essere umano e politico, la donna, l’uomo, i sentimenti, le passioni, i dolori, le credenze, le dipendenze, le abitudini, la loro vita quotidiana, le relazioni, miti, leggende, eventi e drammi culturali, eventi storici e personaggi, la società, le pietre miliari dell’arte, animali, paesaggi e la natura in generale. Il tutto con un’esaltazione della volumetria, che permea tutto di forza e sensualità, con un particolare design anatomico ed un’estetica che cronologicamente potrebbe inserirsi tra gli anni Trenta e Quaranta in Occidente.

Gli argomenti che tratta potrebbero essere del passato così come contemporanei, ma con vocazione universale, con un uso vivace e magistrale del colore, tributario dello stile della scuola del Rinascimento veneziano, adorno di dettagli che trasudano critiche feroci alla società, ironia e sottigliezze espressive.
Botero esegue le sue sculture e pitture tra Pietrasanta, Parigi, New York e Montecarlo. Trascorre buona parte dell’anno anche nella natia Colombia ed in Messico.

Nel 1952 con il denaro ricevuto grazie ad un premio ed alla vendita di alcune delle sue prime opere, Botero si è trasferito in Europa a bordo di una nave italiana, arrivando a Barcellona per poi spostarsi a Madrid, dove si è iscritto all’Accademia di Belle Arti di San Fernando. Riuscì a guadagnarsi da vivere facendo disegni e dipinti dell’esterno del Museo del Prado.

Nel 1953 ha trascorso l’estate a Parigi, trasferendosi poi a Firenze, dove si è iscritto alla locale Accademia di belle arti, assorbendo così forti influenze dall’arte del Rinascimento italiano, in particolare studiando l’opera di Piero della Francesca, Paolo Uccello e Tiziano, tra gli altri.
Tornato a Bogotá nel 1958, è stato nominato professore presso la Scuola di Belle Arti presso l’Università Nazionale di Colombia. Nello stesso anno ha esposto a Washington, riuscendo a vendere tutte le sue opere il giorno stesso dell’inaugurazione.

Dal 1983, Botero ha iniziato una serie di mostre in tutto il mondo, e ancora le sue opere sono in città come Dubai, Londra, Roma, San Francisco, Chicago, Basilea, Buenos Aires, Tokyo, San Juan de Puerto Rico, Santo Domingo, Berlino, Monaco di Baviera, Francoforte, Milano, Napoli, Parigi, Montecarlo, Madrid, Mosca, Città del Messico, Monterrey e Caracas.
Nei primi mesi del 2008, Fernando Botero ha ricevuto un dottorato onorario dalla Universidad Autónoma de Nuevo León, nella città di Monterrey (Messico). Ha, inoltre, presentato per la prima volta in questa città la sua collezione di dipinti su “Abu Ghraib”.
Botero è uno dei pochi artisti (se non l’unico) che ha avuto il privilegio di esporre le sue opere in alcune delle più famose vie e piazze del mondo, come gli Champs-Élysées a Parigi, la Grand Avenue a New York, il Paseo de Recoletos di Madrid, la Plaza del Comercio a Lisbona, Piazza della Signoria a Firenze e persino davanti le piramidi d’Egitto.

Nel 2012 sono stati organizzati una serie di tributi internazionali, durante l’anniversario del suo ottantesimo compleanno. Le celebrazioni hanno incluso retrospettive delle sue opere nei musei del Distretto Federale del Messico, di San Paolo del Brasile, Pietrasanta e Assisi in Italia, Santiago, Bogotá e Medellín in Colombia, Bilbao in Spagna e Bielefeld in Germania, tra i vari luoghi interessati. Il presidente della Colombia ha emanato un decreto che elenca 479 opere di Botero sul suolo del paese sudamericano, dichiarate di “interesse nazionale culturale”, prevedendo misure di tutela, conservazione e promozione da parte dello Stato colombiano.

Nel suo recente lavoro, Botero ha fatto spesso riferimento alla situazione politica colombiana e globale. Ad esempio, la già citata serie di “Abu Ghraib” si compone di 78 dipinti che cercano di rappresentare gli orrori della tortura e della guerra legati all’invasione degli Stati Uniti in Iraq ed alle torture avvenute nel noto carcere.
Tra le città in cui ha esposto di recente è doveroso ricordare Scottsdale, Tokyo, Atene, Quebec, Berkeley, Monterrey, Wilmington, New Orleans, Colorado Springs Memphis, Santa Ana, Seul, New York, Reno, Istanbul, Calgary, Vienna, Medellín, Lisbona e Panama.

 

Author: Redazione

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