Agrigento: una questione di riflessione.

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“Agrigento. Già il suo nome, il suo dolce nome, esprime il colore dei suoi muri, l’atmosfera delle sue strade. Akragas, Agrigentum, Girgenti. Una fascia di bei condomini circonda la città. Non che siano diversi da quelli di altre parti d’Europa, ma i loro colori si fondono perfettamente con quelli della città rosa, beige e tavolta verde mandorla.
Un gioco di cubi che scivolano tranquillamente verso il cuore della città antica e la rinserrano senza sciuparla. Probabilmente vi si vive come altrove, eppure Agrigento emana dolcezza, un’arte di vivere una sorta di tenerezza elementare e puramente mediterranea, sempreché si possa rendere in termini di idee ciò che è la realtà del Mediterraneo: una maniera, forse, per le pietre, il suolo, il mare e le anime, di riflettere luce.. una questione di riflessione.”
Così viene descritta la città di Agrigento da Edith de la Héronnière nel suo “Dal vulcano al caos, Diario siciliano” (L’Ippocampo 2004)

In effetti arrivando in città l’impressione è quella descritta dalla filosofa-scrittrice. Colori ed essenza mediterranea: il contrasto tra antico, la Valle dei Tempi, e il nuovo, i palazzoni che circondano la città. Sembra di essere arrivati in una comune città tipicamente caotica meditterranea, invece il cuore della città, nonostante molto degrado, nasconde piccole e grandi sorprese. Anche se il centro storico di Agrigento, individuabile sulla sommità occidentale della collina dell’antica Girgenti, risale all’età medioevale del IX e XV conservando ancora oggi vari edifici medioevali (chiese, monasteri, conventi e palazzi nobiliari), se ci inoltriamo nelle vie interne al centro storico si ha la forte sensazione di essere nel cuore antico di una città lontana che ha visto passare culture e storia dai greci, ai romani, arabi…
Vi proponiamo un’escursione nel cuore antico della città tra i vicoli e le piazzette nascoste. Basta parcheggiare in prossimità di Piazza Pirandello. Lì si trova il palazzo del Municipio con affianco una chiesa. Imboccare a piedi la stradina a lato della chiesa per iniziare la salita verso la parte più alta del centro storico. Non vi indichiamo una direzione precisa perchè ogni piccolo vicolo, stradina, scalinata, porta al Duomo e quindi è difficile perdersi, ma è facile scoprire angoli e dettagli “di tenerezza elementare e puramente mediterranea”.

Prima di arrivare al Duomo vi consigliamo di far visita alla chiesa di S. Maria del Greci antica cattedrale di rito Greco-Bizzantino del secolo XIII. Questa piccola chiesa è particolare,  forse unica al mondo, perchè è stata edificata sul basamento del Tempio di Athena nel V secolo A.C.
Il prospetto è in stile arabo-normanno e vi si accede attraverso un cortile delimitato da un portale in stile barocco. Al suo interno sono visibili le fondamenta del tempio grazie al pavimento in vetro, mentre nelle pareti sono riconoscibili affreschi.
La chiesa è aperta al pubblico negli orari 8.30 / 12.30 e 16.00 / 18.00 ed è possibile chiedere al Sig. Peppe, il custode della chiesa, di far visitare gli scavi interni della chiesa che rivelano il basamento del tempio greco. Inoltre il Sig. Peppe è un vero cicerone che con passione e competenza può raccontarvi la storia del sito.

Continuando a salire si raggiunge il Duomo che purtroppo è ancora in fase di restauro e quindi chiuso al pubblico. Nello stesso edifico della Cattedrale si trova il Museo Diocesano che custodisce tutti i reperti storici della chiesa.

Non abbiamo altre indicazioni particolari per la visita del centro storico di Agrigento, perchè pensiamo non sia necessario e forse non opportuno. Visitate questi luoghi, ogni scala, ogni muro, ogni pietra, ogni piccolo anfratto e soprattutto i suoi colori, con l’anima da straniero come piaceva a Maupassant. Lui visitò la Sicilia nel 1890 si dichiarava straniero e non se ne vergognava. Lo straniero passa, viene da fuori e ritorna nella sua patria. Passa senza lasciare tracce, proprio come il viaggiatore, leggermente, attraversa, e il suo modo di farlo deve avere stile. Essere straniero è un’arte, essere turista è uno stato, una maniera di ingombrare i luoghi senza esservi veramente.
Mentre il sale del viaggio è questo approccio fervente e solitario dello spazio.
[E. H.]

Ecco perchè l’unico consiglio che possiamo farvi è di passare attraverso questi luoghi con leggerezza, senza ingombrare ascoltando il rumore del tempo che è passato in quella città.
Vi lasciamo la nostra galleria fotografia di alcuni luoghi descritti, fatene buon uso e buon viaggio.

 

 

 

 

Author: Luigi Marino

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